domenica 17 ottobre 2010

SETTIMANA CONTRO LA VIOLENZA


CONTINUA DAL POST CHE PRECEDE - PER LA SETTIMANA CONTRO LA VIOLENZA


INTERVISTA A KARL POPPER
Che cos'è la civiltà? È la lotta contro la violenza. C'è progresso civile, se c'è lotta alla violenza: per la pace tra le nazioni, per la pace all'interno delle nazioni e specialmente per la pace nelle nostre case.
  Secondo la dottrina liberale l'individuo deve avere delle responsabilità. L’individuo è libero di fare ciò che vuole, finché si assume delle responsabilità e vi conforma i suoi comportamenti. Ma se diventa violento e aggredisce i suoi vicini deve essere punito.
 C'è una bella battuta sulla libertà, nata in un Tribunale americano. Un uomo dice: "Sono un uomo libero e quindi posso dirigere il mio pugno in qualsiasi direzione". Al che il giudice gli risponde: "È vero che lei è un uomo libero, ma il limite al movimento del suo pugno è il naso del suo vicino".
 In due parole il limite del vostro movimento è il naso del vostro vicino, se vogliamo una società da cui sia esclusa la violenza .
 Questo è il fondamento di una società civile.  
 Ci sono due tipi di società: il primo è quello dove regna la legge, in cui la legge è introdotta e perfezionata gradualmente in funzione dei seguenti scopi: limitare la libertà individuale solo quando è necessario, ed evitare per quanto possibile la violenza. Ecco il principio razionale che deve ispirare la legge.
Il contenuto della legge deve essere semplicemente, come dicevo prima, che il naso del mio vicino segni un limite al libero movimento dei miei pugni, o meglio che quel limite sia stabilito a una distanza, diciamo, di 8 centimetri dal naso del mio vicino. Questo deve dire una buona legge.
 La seconda possibilità è il regno del terrore, il regno della violenza e della paura. Ne abbiamo vista troppa, in particolare sotto i regimi nazista e comunista. Milioni e milioni di persone hanno sofferto nei modi più orribili sotto il regno della violenza.
Noi dobbiamo lavorare attivamente per contrastarlo.
Perciò bisogna formare gli individui alla civiltà, influendo sulle loro aspettative.
Questo è il mio progetto educativo.
Il liberalismo non significa fare qualsiasi cosa mi piaccia; posso fare qualsiasi cosa, purché non metta in pericolo gli altri cittadini. E se faccio qualcosa che mette gli altri in pericolo, allora devo essere privato del diritto di farlo.
 È assai semplice. Se uno dice: "Posso guidare alla velocità che voglio, dalla mano che preferisco", quell'uomo rappresenta un pericolo per sé e per gli altri. Ci vuole una legge precisa che tutti devono rispettare: o guidare a sinistra, come in Gran Bretagna, o a destra, come in Italia.

Tratto da - Rai Educational -  13/4/1993

LA LITE IN METROPOLITANA
Roma, chiesto l'arresto dell'assassino
Dopo la morte di Maricica Hahaianu, l'infermiera romena di 32 anni colpita con un pugno alla stazione Anagnina, a Roma, l'aggressore finirà in carcere.


L'ha uccisa a pugni, ora va in carcere
«Mi pento, la prigione mi fa paura»
20:36   CRONACA Si è aggravata la posizione di Alessio Burtone dopo la morte dell'infermiera Maricica Hahaianu colpita al volto e uccisa dopo una lite per futili motivi davanti a una biglietteria del metrò. Per il pm l'uomo deve andare in carcere.






Lampedusa - le violenze in un contesto familiare di estremo degrado

Facevano prostituire le loro tre bambine
per pochi euro, genitori arrestati

Ai domiciliari anche un 78enne «amico di famiglia»: ha partecipato agli abusi sulle piccole

 

 

ESTREMO DEGRADO - Le indagini, che hanno evidenziato una situazione di estremo degrado, sono state avviate in seguito alle segnalazioni da parte dei servizi sociali, che già a partire dal 2007 si erano occupati della famiglia tanto da indurre il Tribunale per i minorenni a trasferire le figlie presso una comunità. Nel corso di alcuni colloqui in comunità una delle bimbe avrebbe raccontato i numerosi episodi di abusi sessuali di gruppo ai quale era stata sottoposta insieme alle sorelline, anche da parte di minorenni, in cambio di somme di denaro comprese tra 3 e 10 euro che venivano poi consegnate ai genitori.
I MALTRATTAMENTI - Le indagini condotte dalla Procura per i minorenni di Palermo hanno consentito di trovare numerosi riscontri non solo relativamente agli abusi sessuali, ma anche a maltrattamenti fisici: le bimbe venivano infatti sistematicamente picchiate con colpi di bastone e prese a morsi nelle gambe. Secondo gli investigatori le violenze sarebbero state commesse dal «padre padrone» ma anche «con la complicità e la divertita partecipazione della madre». Nei confronti dei genitori e dell' «amico» sono così scattati gli ordini di custodia cautelare; le tre bimbe hanno chiesto di essere affidate a un'altra famiglia. (fonte: Ansa)

 

"Uccisero Sarah perché tacesse sulle molestie"

Il pm: "Sabrina trascinò la cugina in cantina e la bloccò, mentre Michele Misseri la strangolava"

Il pm: "Misseri è stato chiaro sul ruolo della figlia, ha individuato con chiarezza e precisione Sabrina come la persona che conduceva con la forza Sarah nel garage". La madre di Sarah: "Sabrina negherà sempre come la Franzoni". ah uccisa dallo zio, Sabrina la teneva ferma"

 

 

 


 

 Ivan, l'uomo nero di Italia-Serbia

 

 

 

Scrive a Carla Bruni la mamma
del ragazzo morto in carcere in Francia

Cira Franceschi, picchiata a Grasse, chiede aiuto alla moglie di Sarkozy per fare chiarezza

 


L'OMICIDA HA CONFESSATO

Savona, donna uccisa dal compagno

A uccidere Kamila Lisadorska è stato Niccolò Walter Vivado. I figli della donna, di 4 e 6 anni, hanno ritrovato il corpo senza vita. L'arma del delitto è un coltello da pane.


VIOLENZA E NATURA
-                       “E’ scientificamente scorretto sostenere che abbiamo ereditato dai nostri  antenati animali la propensione a fare la guerra. Se la lotta è largamente presente tra le specie animali, sono molto rare le lotte tra individui della stessa specie… E in nessun caso implicano l’uso delle armi. La guerra è un comportamento specificamente umano e il fatto che siano profondamente cambiati i modi di condurla mostra che è un prodotto della cultura….”
-                 “E’ scientificamente scorretto affermare che la guerra o la violenza siano forme di comportamento geneticamente programmate nella natura umana. Componenti genetiche sono certamente parte della dotazione di risorse che ciascun essere umano possiede alla nascita, ma tali potenzialità e tendenze si sviluppano pienamente solo nel quadro dell’ambiente socio-culturale nel quale il soggetto cresce…”
-                      E’ scientificamente scorretto affermare che gli esseri umani hanno un “cervello violento”. Se è vero che possediamo un sistema nervoso che ci permette di agire con violenza, esso non viene attivato in modo automatico da stimoli interni o esterni… Le funzioni superiori del sistema nervoso filtrano gli stimoli prima di rispondere e i nostri comportamenti di risposta sono modellati dai nostri condizionamenti culturali e dai nostri modelli di socializzazione. Nulla nella nostra fisiologia nervosa ci costringe ad agire violentemente…”

Citazioni tratte dalla Dichiarazione di Siviglia sulla violenza, 1986.
(documento scientifico stilato per l'ONU nel 1986 da un gruppo internazionale di esperti sotto il patrocinio dell'UNESCO)

sabato 16 ottobre 2010

LA FAME NEL MONDO 2010 FAO DELL'ALIMENTAZIONE

http://www.fao.org/getinvolved/worldfoodday/it/ 


Giornata mondiale dell'alimentazione 2010 "Uniti contro la fame".

Il tema di quest’anno, Uniti contro la fame, è stato scelto per riconoscere gli sforzi compiuti contro la fame nel mondo a livello nazionale, regionale e internazionale.
Unirsi contro la fame diventa realtà quando stato, organizzazioni della società civile e settore privato lavorano in associazione a tutti i livelli per sconfiggere la fame, la povertà estrema e la malnutrizione.
Nel 2009 è stata raggiunta la soglia critica di un miliardo di persone che soffrono la fame in tutto il mondo, in parte a causa dell’aumento dei prezzi alimentari e della crisi finanziaria


Il Vertice mondiale sulla sicurezza alimentare (denominato "Vertice sulla fame") tenutosi a novembre 2009, ha adottato una
dichiarazione che rinnova l’impegno assunto nel Vertice alimentare mondiale 1996 per eliminare, in modo sostenibile, la fame
dalla faccia della terra. La Dichiarazione invocava anche un aumento dei finanziamenti nazionali e internazionali a favore
dell’agricoltura, nuovi investimenti nel settore rurale, una migliore gestione di governo sulle questioni alimentari globali in
associazione con le parti interessate del settore pubblico e privato, nonché un'azione più incisiva per affrontare la minaccia
che il cambiamento climatico pone sulla sicurezza alimentare.





La produzione alimentare dovrà aumentare del 70% per nutrire quella che, entro il 2050, sarà una popolazione di nove
miliardi di persone. Con la scarsità della terra, gli agricoltori saranno obbligati ad ottenere un rendimento maggiore dalla terra
già coltivata, senza poter espandere le coltivazioni. Ma una produzione alimentare intensiva significa, da sempre, maggiore
dipendenza da pesticidi e fertilizzanti ed un utilizzo eccessivo di acqua: fattori che possono degradare sia i terreni che le
risorse idriche.



La produzione alimentare deve espandersi sufficientemente per soddisfare i bisogni futuri. Gli stati, tramite i loro governi, attuano leggi, regole, regolamenti e programmi. A vari livelli, lo stato ha l’autorità per incoraggiare un’agricoltura responsabile dal punto di vista ambientale. Ad esempio, può adottare leggi che garantiscano il possesso della terra, che permettano agli agricoltori di sentirsi sicuri sulla loro terra e di adottare metodi di coltivazione per produrre il cibo necessario con una prospettiva a lungo termine, che includa anche la difesa delle risorse naturali. Lo stato può anche controllare la qualità dei
prodotti utilizzati, facendo sì che vengano etichettati, commercializzati e applicati in modo da ridurre i rischi. I governi devono  promuovere l’approccio ecosistemico tramite la legislazione e la politica pubblica.


In questa Giornata mondiale dell’alimentazione 2010, in un momento in cui non ci sono mai state così tante persone che soffrono la fame al mondo, riflettiamo sul futuro. Con la forza di volontà, il coraggio e la determinazione – e con molti attori che collaboreranno e si aiuteranno a vicenda – è possibile produrre più cibo, in modo più sostenibile, e farlo arrivare nelle  bocche di coloro che ne hanno più bisogno.


Cagliari ha aderito alla Giornata mondiale dell'alimentazione indetta dalla Fao e che si svolge in 100 piazze italiane. Mani Tese, Actionaid, Slow Food e Oscar Romero sono presenti dalle 10 alle 20 ai Giardini pubblici con l'iniziativa 'Oltre il cibo'. 

"L'obiettivo è quello di rivendicare il diritto al cibo buono, pulito e giusto per tutti. Quindi mettere l'accento su temi quali commercio equo e solidale, agricoltura sostenibile, consumo consapevole, per sensibilizzare i cittadini verso il consumo intelligente per combattere la fame attraverso il modello 'Sovranità Alimentarè"'



Povertà e fame, alle Nazioni Unite
l’Italia si impegna poco e male
Siamo gli unici a non aver pagato i soldi promessi per l’Aids. Le Nazioni Unite hanno chiesto ai paesi ricchi di stanziare lo 0,7% del Prodotto interno lordo in finanziamenti per lo sviluppo del terzo mondo. Roma ha stanziato soltanto lo 0,16%.



Il governo italiano arranca non solo per gli aiuti ufficiali (quelli pubblici, stanziati da un governo all’altro), ma anche in altri settori. Il Fondo globale per la lotta all’Aids, la malaria e la tubercolosi, che può contare su un mix di consistenti fondi pubblici e privati, sta ancora aspettando i 260 milioni di euro che il nostro Paese aveva promesso per il 2009 e il 2010.


 

Il presidente del Fondo, Michel Kazatchkine, ha detto che “l’Italia si era impegnata a versare 130 milioni di euro l’anno dal 2008 al 2010: abbiamo ricevuto il primo dei tre versamenti”. Siamo l’unico Paese a non aver versato i soldi promessi. 


martedì 12 ottobre 2010

SETTIMANA CONTRO LA VIOLENZA

 

 PURTROPPO NEL NOSTRO ISTITUTO LE INFORMAZIONI ARRIVANO CON ASSOLUTO RITARDO E COSì  LA COMUNICAZIONE  SULL'EVENTO TRAMITE NOTA DEL MIUR DATATA 1 OTTOBRE (GIà TARDIVA) è STATA TRASMESSA ALLA NOSTRA SCUOLA  IL 5 OTTOBRE ED è STATA INOLTRATA AL DOCENTE REFERENTE SOLO  SABATO 9 OTTOBRE . DUNQUE I DOCENTI PUR CONVINTI DELL'INTERESSE DI TALE INIZIATIVA NON HANNO AVUTO ALCUNA POSSIBILITà DI ORGANIZZARE PER TEMPO L'EVENTO



Settimana contro la violenza dal 12 al 18 ottobre.Nel corso della Settimana contro la violenza, presso le scuole di ogni ordine e grado sono promosse iniziative di sensibilizzazione, informazione e formazione rivolte agli studenti, ai genitori e ai  docenti sulla prevenzione della violenza fisica e psicologica, compresa quella fondata sull’intolleranza razziale, religiosa e di genere.



Costituzione - Principi fondamentali- Articolo 3
  "tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali."



Per “razzismo” si intende  una concezione gerarchica delle razze che pretende di stabilire il principio di superiorità di una razza su un’altra.


Oggi , in senso più generale, il termine indica  ogni atteggiamento di insofferenza, pregiudizio, discriminazione, verso persone che si identificano attraverso la loro etnia, regione di provenienza, cultura, religione o altre caratteristiche.  


Materiali da Scaricare dal Portale dello Studente- iostudio-Pubblica istruzione



    venerdì 24 settembre 2010

    L'ARTE DI AMARE ERIC FROM

    È l'amore un'arte? Allora richiede sforzo e saggezza.



    Oppure l'amore è una piacevole sensazione, qualcosa in cui imbattersi è questione di fortuna?

    La maggior parte della gente ritiene che amore significhi "essere amati", anziché amare;

    di conseguenza, per loro il problema è come farsi amare, come rendersi amabili, e per raggiungere questo scopo seguono parecchie strade.Una, preferita soprattutto dagli uomini, consiste
    nell'avere successo, nell'essere ricchi e potenti
    quanto lo possa permettere il livello della loro posizione sociale.

    Un'altra, seguita particolarmente dalle donne, è di rendersi attraenti, coltivando la bellezza, il modo di vestire, ecc.



    Una terza via, seguita da uomini e donne, è di  
    acquisire modi affabili, di tenere conversazioni interessanti, di essere utili, modesti, inoffensivi.

    Molti dei modi per rendersi amabili sono gli stessi impiegati per raggiungere il successo, per "conquistare gli amici" e la gente importante. Come dato di fatto, quel che la gente intende per "essere amabili", è essenzialmente un insieme di qualità.

    Una seconda premessa per sostenere la teoria che nulla v'è da imparare in materia d'amore, è la supposizione che il problema dell'amore sia il problema di un oggetto, e non il problema di una facoltà.



    Strettamente legata a questo fattore è una caratteristica della civiltà contemporanea, basata sul desiderio di comperare, sull'idea di uno scambio proficuo.

    La felicità dell'uomo moderno consiste nell'emozione di guardare vetrine di negozi, di acquistare tutto ciò che può permettersi, sia in contanti che a rate. Egli (o ella) guarda la gente nello stesso modo. Per un uomo, una ragazza attraente, e per una donna, un uomo attraente, sono gli oggetti della loro ricerca.



    L'ARTE DI AMARE ERIC FROM

    Colui che non sa niente, non ama niente.
    Colui che non fa niente, non capisce niente.
    Colui che non capisce niente è spregevole.
    Ma colui che capisce, ama, vede, osserva ...
    La maggiore conoscenza
    è congiunta indissolubilmente all'amore ...
    Chiunque creda che tutti i frutti
    maturino contemporaneamente come le fragole,
    non sa nulla dell'uva.

    Paracelso


    Gli adolescenti hanno bisogno di educazione sentimentale?

    CITAZIONI DA ERIC FROMM    "L'ARTE DI AMARE"
    E QUALCHE COMMENTO
     
    L'AMORE è un potere attivo dell'UOMO; un potere che annulla le pareti che lo separano dai suoi simili, che gli fa superare il senso d'isolamento e di separazione, e tuttavia gli permette di essere sé stesso e di conservare la propria integrità. 



    Dalla nascita alla morte, dal lunedì alla domenica, da mattina a sera, tutte le attività sono organizzate e prestabilite.

    la routine del LAVORO e del PIACERE:

    Tutti seguono schemi prestabiliti, con una velocità prestabilita, in modo predisposto. Così è organizzato il lavoro ed il divertimento è organizzato nello stesso modo.Conformismo e routine sono i mezzi per superare l'isolamento :

    Cioè fare tutto quello che fanno gli altri, nello stesso modo in cui tutti lo fanno ?
    E' l'industria del divertimento che ci offre il sistema già confezionato?



     I libri sono selezioni da biblioteche, i film dagli impresari, e gli slogans pubblicitari coniati da loro; il resto è pure uniforme; la gita domenicale in automobile, i programmi televisivi, le riunioni e i ricevimenti ufficiali. Dalla nascita alla morte, dal lunedì alla domenica, da mattina a sera, tutte le attività sono organizzate e prestabilite.

    Come potrebbe un uomo prigioniero nella ragnatela della routine ricordarsi che è un uomo, un individuo ben distinto, uno al quale è concessa un'unica occasione di vivere, con speranze e delusioni, dolori e timori, col desiderio di amare e il terrore della solitudine e del nulla?

     

    Paradossalmente, la capacità di stare soli è la condizione prima per la capacità d'amare.

     Sappiamo stare soli? oppure la solitudine è per noi NOIA  e la noia è UN VUOTO  che deve essere subito riempito da COSE, AZIONI, RUMORI, non importa cosa... purchè il TEMPO passi in fretta?

    Forse stare soli è l'unico modo per guardare dentro di noi con sincerità, e se dentro di noi non c'è niente? E' forse questo che ci spaventa?


    Riempire un vuoto di oggetti, riempire il nostro silenzio, la nostra solitudine con una persona che sostituisca il nostro niente: ancora un semplice modo per passare il tempo in fretta, senza farsi domande, senza mettersi problemi. Ma...  

    Amare qualcuno non è solo un forte sentimento, è una SCELTA, una PROMESSA, un IMPEGNO.


    Chi ama davvero ama il MONDO intero, non soltanto un individuo particolare.

    mercoledì 8 settembre 2010

    8 settembre 1943

     
     
     L’8 settembre 1943, con un messaggio alla radio del capo del governo Badoglio, viene resa nota la notizia dell’armistizio, firmato segretamente il 3 settembre a Cassibile, in Sicilia, dal plenipotenziario italiano generale Castellani e dal generale americano Smith. L'Italia precipita nel caos. Il Re Vittorio Emanuele III e Badoglio lasciano Roma e, a bordo di una nave da guerra, da Pescara raggiungono Brindisi, nella zona già occupata dagli Alleati. L’esercito, lasciato senza ordini precisi, quasi ovunque si dissolve.











    I tedeschi, che nei giorni precedenti avevano fatto affluire rinforzi dal Brennero, occupano di fatto la penisola italiana e disarmano e catturano centinaia di migliaia di militari italiani, in Grecia, in Albania, in Jugoslavia e sugli altri fronti, avviandoli alla prigionia in Germania. Per l’esercito italiano l’annuncio dell’armistizio è uno sfacelo: 60.000 fra morti e dispersi, 550.000 deportati in Germania; fra i superstiti, molti fuggono verso casa, molti danno vita a bande partigiane che animeranno la Resistenza. Gli antifascisti danno vita al Comitato di liberazione nazionale, chiamando il popolo “alla lotta e alla resistenza”. 

    http://www.bertapiero.it/garibaldi/perche%208%20settembre.htm 

    lunedì 2 agosto 2010

    2 AGOSTO 1980 STRAGE DI BOLOGNA

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     Foto di: Beppe Briguglio, Patrizia Pulga, Medardo Pedrini, Marco Vaccari Fonte: http://www.stragi.it/index.php?pagina=associazione&par=archivio Copyleft ©
    BOLOGNA  2 AGOSTO SENZA MINISTRI
    NESSUN RAPPRESENTANTE DEL GOVERNO HA PARTECIPATO ALLA COMMEMORAZIONE.
    Il presidente dell’associazione dei famigliari Paolo Bolognesi si è limitato semplicemente a dire che «chi non c’era ha perso un’occasione».
    Nel suo intervento a Palazzo d’Accursio ha promesso di dedicare «solo mezza riga del suo intervento» al tema e così è stato. Parlando della «mancata e doverosa attenzione nei confronti delle vittime dei governi che si sono succeduti dal 2004» Bolognesi dal palco ha solo aggiunto: «L’assenza del governo, oggi, ne è la conferma».

     FOTO TRATTA DAL SITO: www.stragi.it



    Selezione di tavole tratte dal libro a fumetti La strage di Bologna di Alex Boschetti e Anna Ciammitti
    casa editrice Becco Giallo 
    FOTO TRATTA DAL SITO:  www.stragi.it

    2 AGOSTO 1980
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    Alle 10:25, nella sala d'aspetto di 2ª classe della Stazione di Bologna Centrale, affollata di turisti e di persone in partenza o di ritorno dalle vacanze, un ordigno a tempo, contenuto in una valigia abbandonata, esplose, causando il crollo dell'ala ovest dell'edificio. L'esplosivo, di fabbricazione militare, era posto nella valigia, sistemata a circa 50 centimetri d'altezza su di un tavolino portabagagli sotto il muro portante dell'ala ovest, allo scopo di aumentarne l'effetto; l'onda d'urto, insieme ai detriti provocati dallo scoppio, investì anche il treno Ancona-Chiasso, che al momento si trovava in sosta sul primo binario, distruggendo circa 30 metri di pensilina, ed il parcheggio dei taxi antistante l'edificio.
    L'esplosione causò la morte di 85 persone ed il ferimento o la mutilazione di oltre 200.
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    Nei giorni successivi la centrale Piazza Maggiore ospitò imponenti manifestazioni di sdegno e di protesta da parte della popolazione e non furono risparmiate accese critiche e proteste rivolte ai rappresentanti del Governo, intervenuti il giorno 6 ai funerali delle vittime celebrati nella Basilica di San Petronio; gli unici applausi furono riservati al presidente Sandro Pertini, giunto immediatamente con un elicottero a Bologna alle 17.30 del giorno della strage, che in lacrime pronunciò di fronte ai giornalisti queste brevi parole: «non ho parole, siamo di fronte all'impresa più criminale che sia avvenuta in Italia».
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    Subito dopo l'attentato, il governo italiano, presieduto da Francesco Cossiga, e le forze di polizia attribuirono lo scoppio a cause fortuite, ovvero all'esplosione di una caldaia nel sotterraneo della stazione. Non appena apparvero più chiare le dinamiche e fu palese una matrice terrorista, attribuirono la responsabilità della strage al terrorismo nero.
    Già il 26 agosto 1980 la Procura della Repubblica di Bologna emise ventotto ordini di cattura nei confronti di militanti di estrema destra dei Nuclei Armati Rivoluzionari: Roberto Fiore e Massimo Morsello (futuri fondatori di Forza Nuova), Gabriele Adinolfi, Francesca Mambro, Elio Giallombardo, Amedeo De Francisci, Massimiliano Fachini, Roberto Rinani, Giuseppe Valerio Fioravanti, Claudio Mutti, Mario Corsi, Paolo Pizzonia, Ulderico Sica, Francesco Bianco, Alessandro Pucci, Marcello Iannilli, Paolo Signorelli, PierLuigi Scarano, Francesco Furlotti, Aldo Semerari, Guido Zappavigna, GianLuigi Napoli, Fabio De Felice, Maurizio Neri. Vengono subito interrogati a Ferrara, Roma, Padova e Parma. Tutti saranno scarcerati nel 1981.
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    Vi furono svariati episodi di depistaggio, organizzati per far terminare le indagini, dei quali il più grave è quello ordito da parte di alcuni vertici dei servizi segreti del SISMI, tra i quali Pietro Musumeci e Giuseppe Belmonte, che fecero porre in un treno a Bologna, da un sottufficiale dei carabinieri, una valigia piena di esplosivo, dello stesso tipo che fece esplodere la stazione, contenente oggetti personali di due estremisti di destra, un francese e un tedesco.
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    Attorno a questa strage, come era già avvenuto per la Strage di piazza Fontana nel 1969, si sviluppò un cumulo di affermazioni, controaffermazioni, piste vere e false, tipiche di altri tragici avvenimenti della cosiddetta strategia della tensione.
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    Lentamente e con fatica, attraverso una complicata e discussa vicenda politica e giudiziaria, e grazie alla spinta civile dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980, si giunse ad una sentenza definitiva della Corte di Cassazione il 23 novembre 1995. Vennero condannati all'ergastolo, quali esecutori dell'attentato, i neofascisti dei NAR Giuseppe Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, che si sono sempre dichiarati innocenti, mentre l'ex capo della P2 Licio Gelli, l'ex agente del SISMI Francesco Pazienza e gli ufficiali del servizio segreto militare Pietro Musumeci e Giuseppe Belmonte vennero condannati per il depistaggio delle indagini.
    Il 9 giugno 2000 la Corte d'Assise di Bologna emise nuove condanne per depistaggio: 9 anni di reclusione per Massimo Carminati, estremista di destra, e quattro anni e mezzo per Federigo Mannucci Benincasa, ex direttore del SISMI di Firenze, e Ivano Bongiovanni, delinquente comune legato alla destra extraparlamentare. Ultimo imputato per la strage è Luigi Ciavardini, con condanna a 30 anni confermata nel 2007. Anche lui continua a dichiararsi innocente.
    Eventuali mandanti della strage non sono mai stati scoperti.
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    Per ricordare la strage, nella ricostruzione dell'ala della stazione distrutta è stato creato uno squarcio nella muratura. All'interno, nella sala d'aspetto, è stata mantenuta la pavimentazione originale nel punto dello scoppio.
    È stato mantenuto intatto uno degli orologi nel piazzale antistante la stazione ferroviaria, quello che si fermò alle 10:25
    -->Il 2 agosto 2010, giorno del trentennale della strage, per la prima volta nessun rappresentante del governo è stato presente alla commemorazione svoltasi dapprima in Comune e successivamente nel piazzale antistante la stazione; rappresentante per lo Stato è stato il prefetto di Bologna, Angelo Tranfaglia
    TESTO TRATTO DAL SITO:  www.wikipedia.it/
    PER APPROFONDIRE  VEDI ANCHE :
     http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-696acf5c-42b8-4105-925f-c606432beb81.html?p=0

    http://bologna.repubblica.it/cronaca/2010/07/17/news/dove_eravate_il_2_agosto_1980_bologna_e_la_memoria_della_strage-5641549/