CGP- iti Angioy Centro di ascolto, informazione e attività creative dell'Istituto Tecnico Industriale G.M.Angioy di Sassari
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domenica 25 novembre 2012
sabato 24 novembre 2012
I bambini le vere vittime della guerra di Gaza
Il 20 novembre 1989 fu approvata dalle Nazioni Unite la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia. Da quell’anno, in quella data, l’ONU celebra la Giornata Mondiale per i Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza per ricordare i diritti dei minori. La giornata è arrivata al suo 23° anniversario proprio mentre decine di bambini morivano sotto le bombe israeliane a Gaza. Nessun diritto per i bambini palestinesi di Gaza, sepolti sotto le bombe israeliane che incessantemente cadono con una violenza inaudita in quel pezzo di terra dimenticato da Dio e dalla comunità internazionale.
È difficile contare il numero dei morti (nel momento in cui scrivo si è abbondantemente superato i 140 palestinesi e 5 israeliani) un terzo dei quali, stando a fonti dell’esercito israeliano riportate dal quotidiano israeliano Haaretz, sono civili. Tra di essi molte donne (circa un quarto dei morti) e bambini. Non sono numeri: sono esseri umani innocenti la cui vita è stata rubata per sempre dall’esercito israeliano che decide di punire collettivamente i palestinesi di Gaza. Tra i bambini morti ricordo Omar Al-Mashharawi (11 mesi), Walid Al-Abalda (2 anni), Hanin Tafesh (10 mesi), Gumana Salamah Abu Sufyan (1 anno), Ibrahim Mohammed Jamal Al-Dalou, (1 anno). Questi sono solo alcuni dei neonati che l’esercito israeliano, nell’esercizio di quello che tutte le diplomazie internazionali chiamano diritto di autodifesa, ha rubato a questo mondo. L’umanità tutta, non solo i palestinesi, ha perso qualcosa. Siamo tutti un po’ meno umani ora. Niente può giustificare l’uccisione di bambini innocenti. Niente. Neppure il lancio di razzi dalla Striscia di Gaza verso Israele.
Israele bombardando incessantemente, dall’alto, dal mare e da terra, una zona tra le più popolate al mondo sa benissimo che può uccidere civili inermi perchè dentro ogni palazzina ci sono intere famiglie che la povertà costringe a vivere in 10 e spesso in 20 sotto uno stesso tetto. Distruggendo quel tetto Israele sa benissimo che sta uccidendo anche donne e bambini. Lo sa bene, come il figlio dell’ex primo ministro israeliano Ariel Sharon ha scritto sulle colonne del Jerusalem Post “Abbiamo bisogno di appiattire interi quartieri di Gaza. Appiattire tutta Gaza. Gli americani non si sono fermati con Hiroshima - i giapponesi non si stavano arrendendo facilmente così hanno colpito anche Nagasaki”
O come il membro del parlamento israeliano Michael Ben-Ari ha detto “Non ci sono innocenti a Gaza”. O ancora il portavoce del primo ministro israeliano Mark Regev, giustificando il bombardamento dell’edificio che ospita i giornalisti, ha
spiegato ai microfoni di Al-Jazeera che non esistono “legittimi giornalisti palestinesi a Gaza”, poiché tutti vicini ad Hamas.
O come il membro del parlamento israeliano Michael Ben-Ari ha detto “Non ci sono innocenti a Gaza”. O ancora il portavoce del primo ministro israeliano Mark Regev, giustificando il bombardamento dell’edificio che ospita i giornalisti, ha
spiegato ai microfoni di Al-Jazeera che non esistono “legittimi giornalisti palestinesi a Gaza”, poiché tutti vicini ad Hamas.
È triste dirlo, ma è lo stesso ragionamento che fa Hamas (che non riconosce Israele) e tutti gli integralisti: se voti un governo che ci bombarda sei complice e dunque colpevole. Colpevoli sono per Hamas tutti i cittadini di Israele e colpevoli sono agli occhi degli integralisti israeliani tutti i cittadini di Gaza. La guerra alimenta entrambe le fazioni di falchi. Prevedo attentanti non solo in Israele ma in altre parti del mondo per colpire obiettivi israeliani e prevedo bombardamenti sempre più feroci e micidiali da parte israeliana. Ahimè quando governano i falchi (da entrambi le parti) la pace si allontana. Da quando è iniziata la guerra, la popolazione civile di ambo le parti vive una vita meno serena. Vivono meno tranquilli i cittadini della capitale israeliana Tel Aviv (per la prima volta raggiunta dai razzi artigianali di Hamas) e vivono (chi ancora vive) meno sereni i cittadini di Gaza sotto incessante e continuo bombardamento.
Non c’è dubbio che il vero vincitore di questa guerra scatenata da Netanyahu, comunque vada, sia Hamas: Egitto, Turchia e Tunisia (i cui governi sono molto vicini al movimento islamico sunnita di Hamas) hanno incontrato Khaled Meshal leader di Hamas e non Mahmoud Abbas leader dell'OLP (che invece spera e lotta per la pace e ha riconfermato l’intenzione di chiedere entro fine novembre alle Nazioni Unite di elevare il rango della rappresentanza diplomatica palestinese al livello di Stato osservatore non membro, a dispetto dell’opposizione di Israele e Stati Uniti) la cui credibilità agli occhi dei palestinesi e del mondo arabo è quasi nulla, distrutta assieme agli accordi di pace. Anche Netanyahu preferisce “parlare” direttamente con Hamas (d’altronde fu lo stesso Israele a sostenere l’ascesa di Hamas per contrastare il potere di Arafat e spaccare il fronte palestinese, secondo il celebre “divide et impera”). Per ogni militante di Hamas ucciso, centinaia di altri giovani palestinesi, i cui genitori, figli o fratelli sono stati uccisi dalle bombe israeliane, saranno pronti, in questo clima di odio e terrore, ad arruolarsi e combattere assieme alla resistenza. Così come i razzi che cadono in territorio israeliano alimentano i falchi israeliani (vicini a Netanyahu) e la dura repressione dell’esercito.
Questa guerra non fa che allontanare, ancora di più i sogni di pace. A perdere, in questa ennesima guerra che insanguina il Medio Oriente è, infatti, la pace, sempre più una chimera. Gli accordi di Oslo del 1993 (quelli firmati da Rabbin poi ucciso dagli integralisti israeliani e Arafat “misteriosamente” morto per avvelenamento) sono oramai un retaggio del passato. Ma a perdere sono soprattutto i bambini, vittime innocenti di un conflitto che divampa in quella che dovrebbe essere la terra santa, ma che per loro sta diventando un inferno.
22 novembre 2012
domenica 18 novembre 2012
La storia di Gaetano Di Vaio
LA STORIA DI GAETANO DI VAIO
Gaetano Di Vaio nasce a Napoli nel 1968. Dopo un’esperienza in carcere, dal 2001 al 2003 si dedica alla carriera di attore nella compagnia “I ragazzi del Bronx Napoletano”, diretta da Peppe Lanzetta.
DAL CARCERE AL CINEMA clicca qui:
http://www.bibliocamorra.altervista.org/index.php?option=com_content&view=article&id=389&Itemid=93
Pasolini. Ragazzi di Vita. un video
http://www.youtube.com/watch?v=e3Ocf8VM1ig
Rielaborazione video-fotografica del romanzo di Pier Paolo Pasolini "Ragazzi di Vita", ambientato a Roma negli anni 50 del secondo dopoguerra. Il video è il risultato di alcune parti prese in prestito dai film del regista friulano con molte foto fatte da me della Roma di oggi, cercando di estrapolare quegli scorci e ambienti che possano avere un sapore retrò a cui il libro rimanda per sensazioni, odori e colori.
Il tema principale sono le borgate romane e quei caratteri di autenticità che viavia perderanno in seguito all'omologazione imposta dall'alto dall'edilizia popolare, che ne prenderà il posto.
29/10/2010
Software usati:
Photoshop+camera raw - per elaborazione fotografica
Adobe After Effects - per montaggio video e postproduzione
Adobe Audition - per il montaggio audio
microfono+audacity - per la conversione ed inserimento del parlato
e naturalmente in primis, la mia cara fotocamera nikon p80, senza la quale non avrei potuto cogliere certi particolari!
Un ringraziamento speciale va alle mie relatrici Carmen Carbone e Silvia Massotti per i preziosi consigli.
Emanuele Meloni
sabato 17 novembre 2012
Conflitto israelo-palestinese
PER LA STORIA DEL CONFLITTO ARABO- ISRAELIANO VAI AL LINK:
A Gaza piovono bombe .
Mentre nel sud di Israele la popolazione vive
nella paura dei razzi, a Gaza i palestinesi vivono sotto assedio, imprigionati
in una striscia di terreno strettissima. E in Cisgiordania la gente viene
espropriata della terra occupata da insediamenti illegali, i malati sono
bloccati per ore nel percorso verso gli ospedali dai posti di blocco israeliani
e le famiglie sono divise da enormi muri che tagliano in due i loro campi
Palestinesi e Israeliani sono sul'orlo di
un'altra spirale di violenza e vendette.
l'Autorità palestinese sta per chiedere il riconoscimento all'ONU e questa potrebbeessere un'opportunità incredibile per la pace . Aiutiamoli a farla diventare realtà.
Se i Palestinesi vinceranno la loro scommessa all'ONU per uno stato subito, potremmo assistere all'inizio della fine di 40 anni di occupazione e fare strada alla formazione di due stati , Palestina e Israele, che possano vivere fianco a fianco in pace e totale sicurezza.
Se i Palestinesi vinceranno la loro scommessa all'ONU per uno stato subito, potremmo assistere all'inizio della fine di 40 anni di occupazione e fare strada alla formazione di due stati , Palestina e Israele, che possano vivere fianco a fianco in pace e totale sicurezza.
Gli USA e Israele stanno cercando di far saltare il voto all'ONU e l'attacco contro Gaza potrebbe essere un tentativo di spostare l'attenzione e di far apparire inaffidabili i palestinesi.
Ma
l'Europa non ha ancora preso una decisione e i ministri degli esteri europei si
incontreranno tra soli 4 giorni.
Se ci faremo sentire ora potremo convincere
l'Europa a votare "Sì" per la pace e la libertà.
Clicca per inondare chi cerca di sabotare
questa decisione con le nostre richieste piene di speranza riunite in un'enorme
petizione e consegnate attraverso una bandiera alta cinque piani esposta fuori
dall'incontro dei ministri (foto a destra):
http://www.avaaz.org/it/palestine_worlds_next_nation_a/?brOnVbb&v=19269
Mentre il governo israeliano e quello USA definiscono la richiesta di riconoscimento "unilaterale" e pericolosa, al contrario l'ONU, la Banca Mondiale e FMI dicono che i palestinesi sarebbero pronti a governare un loro stato se solo l'occupazione finisse. Gran parte dei paesi nel mondo sostengono in modo schiacciante questa direzione diplomatica per portarci fuori dalla violenza. Ironicamente, gli sforzi di USA e Israele per far fallire questa richiesta e le loro minacce di tagliare i fondi ai palestinesi sono autodistruttive poiché alimentano chi vuole eliminare Israele in quanto stato ebraico.
L'anno scorso gli USA hanno bloccato il riconoscimento della Palestina al Consiglio di Sicurezza dell'ONU. Ma con il voto tra pochi giorni all'Assemblea generale dell'ONU, grazie ai voti di tutti i paesi e all'approvazione del riconoscimento, potremmo vedere la fine all'egemonia degli USA e di Israele sul conflitto . Il voto non potrà ammettere completamente la Palestina all'ONU, ma può dichiarare la Palestina uno stato permettendole di accedere a una serie di organizzazioni internazionali e dando maggiore legittimità internazionale agli sforzi nonviolenti dei palestinesi per fermare l'occupazione militare israeliana.
ULTERIORI INFORMAZIONI
Operazione israeliana potrebbe essere un modo per ritardare il riconoscimento della Palestina (Huffington Post)
http://www.huffingtonpost.it/2012/11/15/linviato-palestinese-allo_n_2139314.html
L'Egitto media, Israele non ferma i raid. Razzi su Tel Aviv (Rai News 24)
http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=171571
http://www.avaaz.org/it/palestine_worlds_next_nation_a/?brOnVbb&v=19269
Si tratta di una proposta legittima e nonviolenta che darebbe ai palestinesi un nuovo status legale. Ed è anche la miglior occasione di cambiare il corso degli eventi: ci consentirebbe di mettere fine a trattative senza fine portate avanti dagli USA che coprono la costante e illegale colonizzazione delle terre palestinesi da parte degli "insediamenti" israeliani . La risoluzione palestinese chiede la riattivazione e l'accelerazione dei negoziati. Un voto a favore salverebbe la strada a un processo di pace più bilanciato ed equo tra due stati legittimi.
Mentre il governo israeliano e quello USA definiscono la richiesta di riconoscimento "unilaterale" e pericolosa, al contrario l'ONU, la Banca Mondiale e FMI dicono che i palestinesi sarebbero pronti a governare un loro stato se solo l'occupazione finisse. Gran parte dei paesi nel mondo sostengono in modo schiacciante questa direzione diplomatica per portarci fuori dalla violenza. Ironicamente, gli sforzi di USA e Israele per far fallire questa richiesta e le loro minacce di tagliare i fondi ai palestinesi sono autodistruttive poiché alimentano chi vuole eliminare Israele in quanto stato ebraico.
L'anno scorso gli USA hanno bloccato il riconoscimento della Palestina al Consiglio di Sicurezza dell'ONU. Ma con il voto tra pochi giorni all'Assemblea generale dell'ONU, grazie ai voti di tutti i paesi e all'approvazione del riconoscimento, potremmo vedere la fine all'egemonia degli USA e di Israele sul conflitto . Il voto non potrà ammettere completamente la Palestina all'ONU, ma può dichiarare la Palestina uno stato permettendole di accedere a una serie di organizzazioni internazionali e dando maggiore legittimità internazionale agli sforzi nonviolenti dei palestinesi per fermare l'occupazione militare israeliana.
Le bombe e i missili stanno seminando vittime proprio in queste ore e l'Europa ha per le mani l'opportunità di promuovere pace e libertà: se riusciremo a convincere Francia, Spagna, Germania e Gran Bretagna a stare dalla parte giusta della storia sostenendo l'indipendenza della Palestina, dando loro supporto e aiuti finanziari, potremmo arrivare a un punto di svolta. Unisciti alla petizione e manda un messaggio per sostenere il riconoscimento : http://www.avaaz.org/it/palestine_worlds_next_nation_a/?brOnVbb&v=19269
Lo stato palestinese non porterà a una soluzione del conflitto nel giro di una notte, ma il riconoscimento dell'ONU cambierà le attuali dinamiche, sbloccando la possibilità di arrivare a pace e libertà. In tutta la Palestina, la gente si prepara, con la speranza e l'aspettativa di ottenere quella libertà che le attuali generazioni non hanno mai conosciuto. Stiamo al loro fianco .
Lo stato palestinese non porterà a una soluzione del conflitto nel giro di una notte, ma il riconoscimento dell'ONU cambierà le attuali dinamiche, sbloccando la possibilità di arrivare a pace e libertà. In tutta la Palestina, la gente si prepara, con la speranza e l'aspettativa di ottenere quella libertà che le attuali generazioni non hanno mai conosciuto. Stiamo al loro fianco .
ULTERIORI INFORMAZIONI
Operazione israeliana potrebbe essere un modo per ritardare il riconoscimento della Palestina (Huffington Post)
http://www.huffingtonpost.it/2012/11/15/linviato-palestinese-allo_n_2139314.html
L'Egitto media, Israele non ferma i raid. Razzi su Tel Aviv (Rai News 24)
http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=171571
Abu Mazen: chiediamo all'ONU il
riconoscimento della Palestina (La Repubblica)
http://video.repubblica.it/mondo/abu-mazen-chiediamo-all-onu-il-riconoscimento-palestina/110612/108996 
Palestina, denaro dalla Lega Araba se Israele blocca i fondi (Globalist)
http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=35934&typeb=0&Palestina-denaro-dalla-Lega-Araba-se-Israele-blocca-i-fondi
Netanyahu vuole mandare un avviso a Iran ed Egitto (La Repubblica)
http://video.repubblica.it/dossier/gaza-israele-2012/guolo-netanyahu-vuole-mandare-un-avviso-a-iran-ed-egitto/110882/109270
http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/295250
http://video.repubblica.it/mondo/abu-mazen-chiediamo-all-onu-il-riconoscimento-palestina/110612/108996 
Palestina, denaro dalla Lega Araba se Israele blocca i fondi (Globalist)
http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=35934&typeb=0&Palestina-denaro-dalla-Lega-Araba-se-Israele-blocca-i-fondi
Netanyahu vuole mandare un avviso a Iran ed Egitto (La Repubblica)
http://video.repubblica.it/dossier/gaza-israele-2012/guolo-netanyahu-vuole-mandare-un-avviso-a-iran-ed-egitto/110882/109270
http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/295250
Altri cinque bambini e tre adulti morti sono stati estratti dalla macerie di una casa nel rione Nasser di Gaza. Lo dicono fonti giornalistiche locali spiegando che appartengono alla famiglia Adalu. Sale quindi a nove il tragico bilancio di bambini uccisi durante i raid.
E' alto il tributo di sangue pagato dagli innocenti a Gaza: tra ieri notte e questa mattina durante i raid israeliani sono rimasti uccisi almeno nove bambini e altri due sono stati gravemente feriti.
Pronta la reazione palestinese con gli abitanti del Neghev si sono trovati di nuovo stamani sottoposti a nutriti attacchi di razzi sparati da Gaza: ad Ashqelon un edificio è stato centrato.
Sono oltre 100 i razzi sparati sul sud di Israele dalla mezzanotte scorsa. Lo riportano i media. L'esercito israeliano ha invece detto di aver colpito oltre 50 strutture a Gaza, tra le quali postazioni di lancio, tunnel e depositi di armi. Complessivamente circa 905 razzi sono stati lanciati dalla Striscia di Gaza verso Israele, di cui 302 intercettati dal sistema antimissili.
- Sirene di allarme risuonano con insistenza anche a Beer Sheva. Tutte le scuole che si trovano a distanza inferiore a 40 chilometri da Gaza restano oggi chiuse, per prudenza. La polizia israeliana mantiene un elevato stato di allerta in tutto il territorio nel timore che Hamas possa cercare di condurre attentati, partendo dalla Cisgiordania.
domenica 11 novembre 2012
martedì 6 novembre 2012
venerdì 2 novembre 2012
Il 2 novembre 1975 è morto Pier Paolo Pasolini
Pier Paolo Pasolini
(Bologna, 5 marzo 1922 –
Roma, 2 novembre 1975).
Gae Aulenti LA SIGNORA DELL'ARCHITETTURA
L'addio a Gae Aulenti "la signora
dell'architettura"
Designer di fama internazionale, aveva
84 anni. E' morta nella sua casa di Milano, al quartiere
Brera. Fra le sue
opere più famose il progetto della Gare d'Orsay, a Parigi
L'architetto Gae Aulenti si è spenta
nella notte, nella sua casa di Milano, nel quartiere Brera. A dicembre avrebbe
compiuto 85 anni. Pioniera degli archi-star, ha segnato la storia
dell'architettura moderna. Fra le sue opere più famose il progetto della Gare e
del Museo d'Orsay, a Parigi, realizzato negli anni '80. Malata da tempo, aveva
fatto l'ultima uscita pubblica lo scorso 16 ottobre, quando aveva ritirato il
premio alla carriera conferitole dalla Triennale. Soprannominata "la
signora dell'architettura", la Aulenti ha lavorato fino all'ultimo.
Fra le sue opere sia architettoniche, che di design, si ricordano il Museo d'Orsay con il tema floreale delle lunette della volta (1980-86), tra le principali opere della corrente Neoliberty
http://it.wikipedia.org/wiki/Gae_Aulenti
- 1973 - Pisa: Villa
- 1975 - Parma: Villa
- 1980/86 - Parigi: Riqualificazione della Gare d'Orsay (Laloux) e allestimento del Museo d'Orsay
- 1982/85 - Parigi: Allestimento del Museo Nazionale d'Arte moderna presso il Centre Georges Pompidou
- 1982 - Pesaro: Scenografia della prima rappresentazione moderna de Il viaggio a Reims di Rossini. Regia Luca Ronconi.
- 1985/2004 - Barcellona: Museo nazionale d'arte catalana
- 1985/86 - Venezia: Ristrutturazione di Palazzo Grassi
- dal 1987 - Biella: Città studi e sede distaccata del Politecnico di Torino, college e nuova biblioteca
- 1990 - Saint Tropez: Villa
- 1990 - Firenze: Ingresso alla stazione di Santa Maria Novella dal piazzale Montelungo
- 1992 - Siviglia: Padiglione italiano all'EXPO '92
- 1996 - Firenze: Piazza antistante la ex-stazione Leopolda
- 1996/2003 - San Francisco: Museo d'arte asiatica (Asian Art Museum)
- 1996 - Alcamo (TP): Arredo urbano di piazza Ciullo e di piazza del Mercato
- 1996 - San Marino: restauro Palazzo Pubblico
- 1998 - Gerusalemme: Ampliamento di una struttura alberghiera
- 1999 - Milano: Ristrutturazione dello “Spazio Oberdan”
- 1999 - Roma: Ristrutturazione delle ex-scuderie papali al Quirinale
- 1999 - Genova: Museo di arte orientale "Edoardo Chiossone", ampliamento e adeguamento
- 1999 - Venezia: Ricostruzione del Teatro La Fenice
- 1999/2002 - Napoli: Stazioni metropolitane “Museo” e “Dante” della linea 1 e ridisegno delle piazze Cavour e Dante
- 2000 - Milano: Arredo urbano di Piazzale Cadorna e ridefinizione della facciata della sede delle Ferrovie Nord
- 2000 on going - provincia di Taranto: Realizzazione di un insediamento turistico-alberghiero in una masseria
- 2001 on going - Rimini: Nuovo edificio direzionale
- 2001 on going - Piemonte: Scuola materna
- 2001 on going - Bari: Galleria di arti contemporanee e design a Villa Capriati
- 2001 on going - Meina (NO): riqualificazione del Lungolago
- 2003/05 - Torino: ristrutturazione del Palavela per le Olimpiadi invernali Torino 2006
- 2003 - Ferrara: restauro del Castello Estense
- 2005 - Gubbio: risistemazione piazza S. Giovanni
- 2006 - Istituto di cultura italiano, Tokyo
- 2008 - Impianto di Termovalorizzazione dei Rifiuti di Forlì
- 2011/02 - Perugia: ristrutturazione e ampliamento Aeroporto San Francesco d'Assisi
- 2012 - Potenza: restyling di Piazza Mario Pagano
- 2012 - Palermo: Palazzo Branciforte, restauro e trasformazione in polo culturale polifunzionale[10]
domenica 28 ottobre 2012
28 ottobre 1922 LA MARCIA SU ROMA
Il 28 ottobre 1922, alcune decine di migliaia di militanti fascisti si diressero sulla capitale rivendicando dal sovrano la guida politica del Regno d'Italia e minacciando, in caso contrario, la presa del potere con la violenza. La manifestazione eversiva si concluse con successo quando, il 30 ottobre, il re Vittorio Emanuele III invece di avvallare l'intervento dell'esercito come richiesto dal primo ministro Facta (che diede le dimissioni), cedette alle pressioni dei fascisti e decise di incaricare Mussolini di formare un nuovo governo.
La marcia fascista su Roma,novanta anni fa
VAI AL LINK:
LE GUERRE NEL MONDO
Conflitti attualmente in corso
AFRICA:
(24 Stati e 107 tra milizie-guerrigliere, gruppi separatisti e gruppi anarchici coinvolti)
Punti Caldi: Darfur, Libia, Mali, Nigeria, Puntland, Repubblica Democratica del Congo, Somalia, Somaliland
Algeria: scontri tra esercito regolare e:
- Gruppo islamico al-Qaeda nel Maghreb islamico (AQIM) dal 2005 (conosciuto in passato come Gruppo Salafita per la Predicazione e il Combattimento (GSPC) nel 2003)
- Fronte islamico di salvezza (Fis)
- Jamat Tawhid Wal Jihad Fi Garbi Afriqqiya (Movimento Unito per la Jihad in Africa Occidentale) gruppo staccatosi dall’AQIM nel Dicembre 2011
-Angola: scontri tra esercito regolare e:
- Fronte di Liberazione di Cabinda - Posizione Militare (Flec-PM) movimento secessionista dal 1975
- Fronte per la Liberazione dell’Enclave di Cabinda - Forze armate di Cabinda (Flec-Fac)
-Ciad: scontri tra esercito regolare e Union of Resistance Forces (URF)
-Costa d’Avorio: scontri tra la milizia “Invisible Commandos” e le Forze Repubblicane del presidente neo-eletto Alassane Ouattara.
-Gibuti: scontri tra esercito regolare e ribelli Front for the Restoration of Unity and Democracy (FRUD)
-Egitto: scontri tra esercito regolare e:
- Takfir wal-Hijra (gruppo islamico jihadista salafita)
- Jund al Sharia o the Soldiers of Islamic Law (dal 2012)
- Mujahideen Shura Council (MSC) (attivo nel Sinai) dal 2011
- al-Qaeda in the Sinai Peninsula e la sua ala militare Ansar al Jihad (dal Dicembre 2011)
-Eritrea: scontri tra esercito regolare e:
- Democratic Movement for the Liberation of the Eritrean Kunama (DMLEK)
- Eritrean Salvation Front (ESF)
- Red Sea Afar Democratic Organisation (RSADO)
- Continue tensioni per questioni di confine con l’Ethiopia e Gibuti
-Ethiopia: scontri tra esercito regolare e:
- Fronte Nazionale di Liberazione dell’Ogaden (ONLF) lotta per l’Indipendenza dell’ Ogaden dal Governo Etiope dal 1984 (ha accettato di deporre le armi a Settembre 2010. Il 12 Ottobre 2010 ha firmato un accordo di pace con il Governo. Dal Gennaio 2012 i combattimenti stanno proseguendo. Settembre 2012 sono iniziati i colloqui di pace con il Governo.)
- Esercito di Liberazione Nazionale dell’Ogaden (ONLA) ala armata dell’ONLF
- Oromo Liberation Front (OLF) lotta per l’Indipendenza di Oromo dal Governo Etiope dal 1973 (Annuncio abbandono lotta armata il 31 Dicembre 2011)
- Jijirama Oromo Liberation Front (Jijirama-OLF) da Gennaio 2012 (gruppo separatosi dall’ Oromo Liberation Front (OLF))
- United Western Somali Liberation Front (UWSLF) dal 1970
- Afar Revolutionary Democratic Unity Front o Afar Revolutionary Democratic Union Front (ARDUF)
- Ginbot 7 Movement for Justice Freedom and Democracy
-Kenya:
Muslim Youth Center (milizia somala collegata ad al-Qaeda in Kenya)
Muslim Youth Center (milizia somala collegata ad al-Qaeda in Kenya)
-Libia: Consiglio di Transizione Nazionale, insieme all’aiuto della Nato, a fine ottobre 2011 ha vinto la guerra civile contro esercito Gheddafi.
- Libyan Liberation Front (LLF) in Sahel
- Gruppo Prigioniero Omar Abdelrahman
- Gruppo dei combattenti islamici libici (LIFG) o Al-Jama’a al-Islamiyyah al-Muqatilah bi-Libya, dal 2011 ha cambiato nome in Movimento Islamico Libico (LIM) o al-Harakat al-Islamiya al-Libiya, collegato ad al-Qaeda
- Brigate del prigioniero Omar Abdul Rahman, collegato ad al-Qaeda
-Mali:
- Movimento Nazionale per la liberazione di Azawad (MNLA) o National Movement for the Liberation of Azawad (MNLA) o Azawad National Liberation Movement (MNLA) è un Movimento Tuareg da Ottobre 2011. Dichiarato lo stato indipendente Azawad il 6 Aprile 2012
- Northern Mali Tuareg Movement (MTNM)
- Comitato Nazionale per il Recupero della Democrazia e il Risanamento dello Stato (CNRDR) (esercito con un colpo di stato ha rovesciato il governo il 21 Marzo 2012)
- Movimento islamico Ansar Dine (Difensori della Religione o Difensori della Fede) collegato ad al-Qaeda Organization in the Islamic Maghreb (AQIM)
- Al-Qaeda in West Africa (AQWA)
- Movement for Unity and Jihad in West Africa (MUJWA) o Mouvement Unicité et Jihad en Afrique de l’Ouest (MUJAO) o Movimento per l’Unità e la Jihad in Africa Occidentale (MUJAO) o Monoteismo e Jihad in Africa Occidentale (MUJAO) o Movimento per l’unicità e la jihad in Africa Occidentale (MUJAO) sorto da una scissione di Gruppo islamico al-Qaeda nel Maghreb islamico (AQIM)
- Movimento per Unità e Jihad in Africa Occidentale (MOJWA) ha rotto con Al-Qaeda nel Maghreb Islamico (AQIM) a metà 2011
- Patriots’ Resistance Movement for the Liberation of Timbuktu dal Giugno 2012 (si oppone alla secessione del nord Mali da parte dell’ MNLA e Ansar Dine)
-Mauritania: scontri tra esercito regolare e:
- Gruppo islamico al-Qaeda nel Maghreb islamico (AQIM) dal 2005 (conosciuto in passato come Gruppo Salafita per la Predicazione e il Combattimento (GSPC) nel 2003)
- Gruppo Ansar Allah collegato ad al-Qaeda nel Maghreb islamico (AQIM)
-Nigeria: scontri tra esercito regolare e:
- Mend (Movimento per l’emancipazione del delta del Niger)
- Forza volontaria popolare del Delta del Niger (NDPVF)
- Boko Haram (setta islamica) dal 2002
- Si segnalano anche continui scontri etnici e religiosi tra musulmani e cristiani nello stato di Plateau
-Repubblica Centrafricana: scontri tra esercito regolare e:
- CPJP (Convention of Patriots for Justice and Peace Movement)
- FDPC (Democratic Forces for the People of Central Africa)
-Repubblica Democratica del Congo: scontri tra esercito regolare e:
- Lord’s Resistance Army (LRA) nate nel 1987 contro le forze armate congolesi e ugandesi
- Popular Front for Justice in Congo
- Independent Liberation Movement of the Allies conosciuto anche come (Nzobo ya Lombo)
- Mai Mai Yakutumba (Milizia pro-governativa)
- Mai Mai Gedeon alleato ai separatisti nella provincia meridionale del Katanga
- Mai Mai Sheka
- Mai Mai Hume
- Mai Mai Kifuafua
- Mai Mai Raia Mutomboki ha combattuto sia l’FDLR (esercito congolese) che i ribelli del FARDC
- Forze Democratiche per la Liberazione del Ruanda (FDLR) o Forces Démocratiques pour la Libération du Rwanda (FDLR)
- Alliance des patriotes pour un Congo libre et démocratique o Patriotic Alliance for Free and Sovereign Congo (APCLS) opera nell’area Masisi ad ovest di Goma
- Patriotes résistants congolais (PARECO)
- Ribelli del Allied Democratic Forces- National Liberation Army of Uganda (ADF / NALU) attive nelle province del Nord Kivu, Sud Kivu, Maniema e Katanga
- Truppe leali al leader militare Bosco ‘Terminator’ Ntaganda (che ha disertato dall’esercito congolese) hanno formato il gruppo armato il Movimento Marzo 23 (M23) che comprendono gli ex membri ribelli del National Congress for the Defence of the People (CNDP)
- National Liberation Forces (FNL) ribelli burundesi, principalmente nel Sud Kivu
- Congo Defence Front (FDC) Hanno combattuto i ribelli delle Forze Democratiche per la Liberazione del Ruanda (FDLR) all’inizio del 2012
- Patriotic Resistance Forces of Ituri (FRPI) opera nella Provincia di Ituri vicino al confine con l’Uganda
-Ruanda: Esercito ruandese contro la milizia Hutu ruandese
-Sahara Occidentale: Lotta del Fronte Polisario contro l’occupazione del Marocco.
-Senegal: Esercito Senegalese contro il Movement of the Democratic Forces of Casamance (MFDC) o Casamance Movement of Democratic Forces (MFDC) (in lotta dal 1982)
-Somalia: scontri tra esercito regolare e forze dell’Unione Africana (UA) e:
- Al-Shabaab gruppo somalo islamico (in December 2011 changed its name in Imaarah Islamiya)
- Hizbul Islam o Partito Islamico gruppo islamico (nato il 4 Febbraio 2009 dall’unione di 4 gruppi)
- Hisb al-Islam
- Milizia Sufi Ahlu Sunna Wal Jamaca (ASWJ) (gruppo islamico pro-governativo contro al-Shabaab e Hizbal Islam dal 17 Marzo 2010)
- Rahanweyn Resistance Army o Reewin Resistance Army (RRA) attivo nello Stato somalo del Southwestern dal 1995
- Movimento Ras kamboni, pro governo somalo, attivo nel Jubaland o Azania
- Shabelle Valley Administration (SVA) (milizia della Valle Shabelle, pro governo somalo anche se non riconosciuta dal Governo Centrale)
- Al-Itihaad al-Islamiya (AIAI) o Al-Etihad Al-Islamiya
- Signore della Guerra Ali Khalif Galaydh e la sua leale milizia tribale
-Somaliland: scontri tra esercito e:
- Sool, Sanag, Cayn (SSC)
- Northern Somalia Unionist Movement (NSUM) e la sua ala armata Sool Sanaag Ayn Army (SSCA) (gruppo secessionista di SSC)
- Milizia tribale leale all’ex Primo Ministro della Somalia Ali Khalif Galayr (sta cercando di creare lo Stato Khaatumo)
- Spesso si verificano scontri con l’esercito del Puntland
-Puntland: scontri tra esercito e:
- Milizia Galgala (combattenti ribelli leali allo sceicco Mohamed Said Atom)
- Spesso si verificano scontri con l’esercito del Somaliland
-Sudan:Da Aprile 2012 è in guerra contro il Sud Sudan. Il Governo è in lotta con le popolazioni del Darfur dal 2003. Si segnalano anche continui scontri con i ribelli:
- Sudan Liberation Army (SLA) dal 2002
- Forze di Difesa Popolare (PDF) (gruppo paramilitare pro governativo)
-Sudanese Revolutionary Front (SRF) alleanza formata da 4 gruppi:
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-Movimento di Liberazione Popolare del Sudan-Nord (SPLM-N)
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-Movimento Giustizia e Uguaglianza (JEM) dal 2006 (Aveva firmato un cessate il fuoco con il Governo nel Febbraio 2010. Nuovi colloqui di pace a Doha ad Ottobre 2012)
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-Sudan Liberation Movement Abdel Wahid (SLM-Nur) Abdul Wahid al Nur faction e la sua ala armata Sudan Liberation Army-Abdel Wahid (SLA-AW)
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-Sudan Liberation Movement Minni Minnawi (SLM-Minnawi) o Sudan Liberation Movement of Mani Arkoi Minnawi (SLM-MM) e la sua ala armata Sudan Liberation Army-Minni Minnawi (SLA-MM) attivo in Darfur
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-Movimento di Liberazione Popolare del Sudan-Nord (SPLM-N)
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-Movimento Giustizia e Uguaglianza (JEM) dal 2006 (Aveva firmato un cessate il fuoco con il Governo nel Febbraio 2010. Nuovi colloqui di pace a Doha ad Ottobre 2012)
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-Sudan Liberation Movement Abdel Wahid (SLM-Nur) Abdul Wahid al Nur faction e la sua ala armata Sudan Liberation Army-Abdel Wahid (SLA-AW)
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-Sudan Liberation Movement Minni Minnawi (SLM-Minnawi) o Sudan Liberation Movement of Mani Arkoi Minnawi (SLM-MM) e la sua ala armata Sudan Liberation Army-Minni Minnawi (SLA-MM) attivo in Darfur
-Darfur:
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-Sudan Liberation Movement – Revolutionary Forces (SLM-RF) dal 2006
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-National Redemption Front (NRF) dal 2006
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-Liberation and Justice Movement (LJM), include 10 piccoli gruppi ribelli dal Febbraio 2010 (Ha firmato il cessate il fuoco con il Governo Sudanese del Nord il 14 Luglio 2011)
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-Sudan People’s Liberation Army/Movement (SPLA/M) e la sua ala armata Sudan People’s Liberation Army (SPLA) or Sudan People’s Liberation Movement (SPLM)
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-Sudan Liberation Movement – Revolutionary Forces (SLM-RF) dal 2006
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-National Redemption Front (NRF) dal 2006
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-Liberation and Justice Movement (LJM), include 10 piccoli gruppi ribelli dal Febbraio 2010 (Ha firmato il cessate il fuoco con il Governo Sudanese del Nord il 14 Luglio 2011)
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-Sudan People’s Liberation Army/Movement (SPLA/M) e la sua ala armata Sudan People’s Liberation Army (SPLA) or Sudan People’s Liberation Movement (SPLM)
-Sud Sudan: Da Aprile 2012 è in guerra contro il Sudan. Scontri tra esercito regolare e:
- National Transitional Council (NTC) (formato da 4 gruppi ribelli SSLA, SSDM, NDF e SSDF)
- South Sudan Liberation Army (SSLA) milizia di Peter Gadet
- South Sudan Democratic Movement (SSDM) o South Sudan Democratic Movement/Army (SSDM/A) e la sua ala armata South Sudan Democratic Army (SSDA) di George Athor Deng
- National Democratic Front (NDF)
- South Sudan Defence Forces (SSDF)
- Movimento di Liberazione Popolare del Sudan-Nord (SPLM-N) (affiliato al Sudan People’s Liberation Army/Movement (SPLA/M))
- Milizia Philip Bepan (attivo nel Sud Sudan)
- The National Democratic Front dal 25 Settembre 2011
- Milizia Gatluak Gai (attivo nel Sud Sudan)
- Milizia Gabriel Tang chiamato anche Tang Ginye (attivo nel Sud Sudan)
- Forze di David YauYau
- Milizia etnica Johnson Oliny
- Milizia Ultan Abdel Bagi Ayii Akol
- Milizia Peter Lorot
- South Sudan People Liberation Movement e la sua ala armata (South Sudan People Liberation Army) (SSPLM/SSPLA) guidato dal Maggiore Generale Tong Lual Ayat (dal Dicembre 2011)
-Uganda: scontri tra esercito regolare e:
- Lord’s Resistance Army (LRA) nato nel 1987 contro le forze armate ugandesi e congolesi
- Al-Shabaab gruppo somalo islamico
ASIA:
(15 Stati e 87 tra milizie-guerriglieri, gruppi separatisti e gruppi anarchici coinvolti)
Punti Caldi: Afghanistan, Birmania-Myanmar, Pakistan
Afghanistan: guerra tra esercito regolare afghano e forze Onu contro:
- Rete Haqqani
- Shura di Peshawar (est Afghanistan)
- Shura di Quetta
- Hezb-e-Islami Gulbuddin (HIG) dal 1977
- Hezb-e Islami Khalis (HIK) dal 1979
- Emirato Islamico dell’Afghanistan
- Fronte Mullah Dadullah da Maggio 2012
Birmania-Myanmar: scontri tra esercito regolare e:
- -Membri dell’Alleanza
- milizia etnica dei Kokang (Myanmar National Democratic Alliance Army (MNDAA o NDAA) o Kokang Democracy Party o Eastern Shan State Army (ESSA) dal 1989
- Democratic Karen Buddhist Army (DKBA) (raggiunto il cessate il fuoco con il governo a Novembre 2011)
- Brigade 5 fazione interna del (DKBA) (raggiunto il cessate il fuoco con il governo a Novembre 2011)
- Esercito di Dio o God’s Army (era un ramo del Karen National Union)
- Ribelli Shan del Myanmar Peace and Democracy Front (MPDF)
- Esercito Unito Stato Wa (UWSA) ala armata dello United Wa State Party (UWSP) dal 1989 (UWSA ha firmato un cessate il fuoco con il governo il 6 Settembre 2011)
- Lahu National Democratic Front [LNDF]
- Mong Tai Army (MTA)
- Palaung State Liberation Front (PSLF)
- Kuki National Army (KNA)
- Arakan Liberation Army (ALA) ala armata dell’ Arakan Liberation Party (ALP)
- Organizzazione Liberazione Nazionale Pa-O (PNLO) (firmato cessate il fuoco il 25 Agosto 2012)
- Esercito Rivoluzionario Zomi (ZRA) dal 1993 ala armata dell’Organizzazione Rivoluzionaria Zomi (ZRO)
|
-Esercito per l’Indipendenza Kachin (KIA) ala armata dell’ Organizzazione per l’Indipendenza Kachin (KIO)
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-Milizia etnica dell’Unione Nazionale Karen (KNU) la cui ala armata è l’Esercito Liberazione Nazionale Karen (KNLA) dal 1949. (firmato il cessate il fuoco a Gennaio 2012)
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-Shan State Progress Party / Esercito Stato Shan (SSPP/SSA) Esercito Stato Shan-Nord (SSA-Nord) (firmato il cessate il fuoco a Gennaio 2012)
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-Restoration Council of Shan State/ Esercito Stato Shan (RCSS/SSA) Esercito Stato Shan-Sud (SSA-Sud) (informalmente accettato il cessate il fuoco a Novembre 2011)
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-Karenni Army (KA) ala armata del Partito Progressista Nazionale Karen (KNPP)
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-Fronte Nazionale Chin (CNF) (informalmente accettato il cessate il fuoco a Novembre 2011)
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-New Mon State Party (NMSP) (firmato pirmo accordo sul cessate il fuoco il 1 Febbraio 2012)
Cina: scontri tra esercito regolare e East Turkestan Islamic Movement (ETIM) o Turkistan Islamic Movement (TIM)
Coree: Schermaglie al confine tra Corea del Nord e Corea del Sud
Filippine: scontri tra esercito regolare e:
- Abu Sayyaf dal 1990 (gruppo separatista islamico)
- Fronte Liberazione Islamico Moro (MILF) dal 1981 (gruppo separatista islamico) Raggiunto accordo di pace con il governo ad Ottobre 2012
- Revolutionary Proletarian Army-Alex Boncayao Brigade (RPA-ABB) dal 1994
- New People’s Army (ala armata del Partito Comunista delle Filippine) dal 1969
India: scontri tra esercito regolare ed i seguenti gruppi ribelli:
- Separatisti islamici del Kashmir il Fronte per la Liberazione del Jammu (JKLF) dal 1977
- Mujahedeen Hezb-ul (HuM) dal 1989
- Lashkar-e-Taiba (Let) dal 1989
- Maoisti di Orissa dal 2004
- Maoisti naxaliti del Partito Comunista dell’India (CPI) del Jharkhand dal 1967
- Nationalist Socialist Council of Nagaland (NSCN) dal 1980
- Ribelli di Assam dello United Liberation Front of Asom (ULFA) dal 1979 (aveva firmato il cessate il fuoco con il Governo il 4 Settembre 2011)
- Comitato per il popolo contro la politica di atrocità
- National Democratic Front of Bodoland (NDFB)
- People’s Liberation Guerrilla Army
- Indian Mujahideen dal 2008
- Garo National Liberation Army (GNLA)
- People’s Liberation Front of India (ANI)
- Al-Badr
Manipur Peoples Liberation Front (Organizzazione formata da 3 gruppi separatisti)
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-People’s Liberation Army of Manipur (PLA) (gruppo ribelle nello stato di Manipur)
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-United National Liberation Front (UNLF) dal 1964 (gruppo ribelle nello stato di Manipur)
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-People’s Revolutionary Party of Kangleipak (PREPAK) dal 1977 (gruppo ribelle nello stato di Manipur) - Adivashi Peoples Army (APA) (deposto le armi Gennaio 2011)
- All Adivashi National Liberation Army (AANLA) (deposto le armi Gennaio 2011)
- Santhal Tiger Force (STF) (deposto le armi Gennaio 2011)
- Birsa Commando Force (BCF) (deposto le armi Gennaio 2011)
- Adivashi Cobra Military of Assam (ACMA) (deposto le armi Gennaio 2011)
- Kuki Liberation Organisation (KLO) e la sua ala armata Kuki Liberation Army (KLA) (deposto le armi Gennaio 2011) (deposto le armi Gennaio 2011)
- Kuki Revolutionary Army (KRA) (deposto le armi Gennaio 2011)
- Hmar People’s Convention (HPC) (deposto le armi Gennaio 2011)
- United Kukigam Defence Army (UKDA) (deposto le armi Gennaio 2011)
- People’s Liberation Front of India (PLFI)
- Fronte Liberazione Nazionale di Tripura (NLFT) dal 1989
- All Tripura Tiger Force (ATTF) dal 1990
- Ogni tanto si segnalano scontri al confine tra esercito indiano e pakistano
Indonesia: scontri tra esercito regolare e:
- Free Papua Movement Rebels
- Gruppo islamico Jemaah Islamiyah o Jemaah Islamiah (JI),collegate ad al-Qaeda, dal 1993
- piccoli gruppi ribelli separatisti ad Aceh
- FAI Informal Anarchist Federation, Indonesia Section.
Kazakistan: scontri tra esercito regolare e:
- Kazakh Mujahideen (gruppo islamico)
Kyrgyzstan: scontri tra esercito regolare e:
- Hizb ut-Tahrir (gruppo islamico)
Nepal: scontri tra esercito regolare e il People’s Liberation Army (PLA), ala armata del Unified Communist Party of Nepal (Maoist) dal 1994 (firmato ceesate il fuoco Gennaio 2012)
- Ribelli di Lashkar-e-Taiba (Let)
- Movimento dei talebani del Pakistan (TTP) o Tehrik-e-Taliban Pakistan (TTP) o Pakistani Taliban
- Scontri tra esercito regolare e ribelli talebani nel (Sud Waziristan dal 2008)
- (Beluchistan con il Balochistan Liberation Army (BLA) dal 2000)
- Movimento di Shahzain Bugti (separatisti del Balochistan)
- Jaish-e-Mohammed (JeM)
- Punjab Taliban o Tehrik-e-Taliban Punjab
- Brigate Abdullah Azzam Shaheed (AASB) collegate ad al-Qaeda
- Gruppo Haqqani guidato da Jalaluddin Haqqani nel Nord Waziristan collegato ad al-Qaeda dal 2006
- Jihad Islami
- 313 Brigade (una unità dell’organizzazione del gruppo militante del Bangladesh chiamata Harkat-ul-Jihad al Islami (HUJI))
- Lashkar-e Jhangvi Al-Alami
- Jund al-Khilafah o Soldati del Califfato
- Harkat-ul Mujahideen al-Alami
- Ogni tanto si segnalano scontri al confine tra esercito pakistano ed indiano, la prima guerra risale al 1949
- Upsurging People’s Force dal 2006
- People’s Liberation Front
Tajikistan: scontri tra esercito regolare e:
- Movimento Islamico dell’Uzbekistan (IMU)
- Gruppi armati comandati da Mirzokhouja Ahmadov e Mullo Sayriddin (arresi alle Forze Governative a Ottobre 2010)
- Movimento Islamico Hizb ut-Tahrir
Thailandia: scontri tra esercito regolare e:
- Gruppo separatista Patani Malay National Revolutionary Front Coordinate o (BRN-C)
- Runda Kumpulan Kecil (RKK) dal 2004
- Uzbekistan’s Islamic Jihad Union (IJU) o Islamic Jihad Group (IJG)
EUROPA:
(8 Stati e 57 tra milizie-guerriglieri, gruppi separatisti e gruppi anarchici coinvolti)
Punti Caldi: Cecenia, Daghestan
Francia: azioni armate del:
- Fronte di Liberazione Naziunale Corsu (FLNC) precedentemente divisi in Brigate Rivoluzionarie Corse (BRC)
- Armata di Liberazione Nazionale Corsa (ALNC) contro la presenza francese nell’isola dal 1976
Georgia: Dopo la guerra tra Georgia e Russia/Abkazia/Ossezia del Sud nel 2008, si segnalano tensioni confine
Grecia: Si segnalano azioni terroristiche da parte di:
- Lotta Rivoluzionaria (Ea)
- Cospirazione dei nuclei di fuoco
- Setta dei Rivoluzionari (SR)
- Tolleranza Zero (Gruppo anarchico)
- Cospirazione delle cellule di fuoco/Federazione Anarchica Informale (FAI)/ Fronte Rivoluzionario Internazionale (FRI)
- Fronte Rivoluzionario Internazionale (FRI)/ Cospirazione delle cellule di fuoco/ Gruppi rivoluzionari per la diffusione del terrore nucleo dei vandali.
- Fronte Rivoluzionario Internazionale (FRI)/ Complicità terrorista guerrieri dell’abisso comando Severino
di Giovanni - Fronte Rivoluzionario Internazionale (FRI)/Condotte devianti per la diffusione del terrorismo
rivoluzionario/ Cellula d’azione anarchica - Cellula di Solidarietà Rivoluzionaria-Federazione Anarchica Informale (FAI)
- Fronte Rivoluzionario Anarchico/condotte devianti per la diffusione del terrorismo
rivoluzionario/Cellula di attacco riflessivo - FAI/Cell of Aggressive Coscience
- Fronte Rivoluzionario Internazionale (FRI)/Cospirazione cellule di fuoco/ Gruppi rivoluzionari per la diffusione del terrore/ Cellula Anormal-Heretics
- Ulster Defense Association (UDA) dal 1971 rivendica le sue azioni nell’ Irlanda del Nord sotto il nome di Ulster Freedom Fighters (Protestante)
- Red Hand Defenders dal 1998 (Protestante)
- Ulster Young Militants dal 1974 (Protestante)
- Ulster Resistance dal 1989 (Protestante)
- Ulster Volunteer Force (UVF) (Protestante)
- Orange Volunteers dal 1998 (Protestante)
- Continuity Irish Republican Army (CIRA) o The Continuity IRA dal 1986 (gruppo paramilitare repubblicano)
- Real Irish Republican Army or Real Ira dal 1997 (Repubblicano)
- Irish Republican Army (creato da precedenti membri del Provisional IRA) dall’ Aprile 2011
- Federazione Anarchica Informale (FAI)/Cellula Rivoluzionaria Lambros Fountas dal 2003
- Federazione Anarchica Informale (FAI)/Cooperativa Artigiana fuoco e affini (occasionalmente spettacolare)/Fronte Rivoluzionario Internazionale (FRI)
- Federazione Anarchica Informale (FAI)/Brigata 20 Luglio/Fronte Rivoluzionario Internazionale (FRI)
- Federazione Anarchica Informale (FAI)/Sorelle in armi nucleo Mauricio Morales/ Fronte Rivoluzionario Internazionale (FRI)
- Federazione Anarchica Informale (FAI)/Solidarietà Internazionale
- Federazione Anarchica Informale (FAI)/Rivolta Animale
- Federazione Anarchica Informale (FAI)/Nucleo Rivoluzionario Horst Fantazzini
- Federazione Anarchica Informale (FAI)/Cellule contro il Capitale il Carcere i suoi Carcerieri e le sue Celle
- Federazione Anarchica Informale (FAI)/Cellule armate per la solidarietà internazionale
- Federazione Anarchica Informale (FAI)/Rivolta Anonima Terribile (RAT)
- Federazione Anarchica Informale (FAI)/Cellule metropolitane
- Federazione Anarchica Informale (FAI)/Narodnaja Vojla
- Federazione Anarchica Informale (FAI)/Cellula Olga (forse si riferisce a Olga Ekonomidou, membro del movimento di Cospirazione delle cellule di fuoco - Fronte Rivoluzionario Internazionale (FAI-(FRI))
- Federazione Anarchica Informale (FAI)/gruppo 22 maggio (da Maggio 2012)
- Il Silvestre (gruppo anarchico ecologista)
- Gruppi armati patriottici (Gap) dal 2011
- Nucleo Galesi per i Pac (Proletari Armati per il Comunismo)
- Movimento Armati Proletari
- Movimento Fronte Rivoluzionario dal 2011
- Gruppi Armati Proletari (GAP) (da Maggio 2012, da confermare attendibilità)
- Brigate Rosse, Brigata Gino Liverani ‘Diegò’ (da Maggio 2012, da confermare attendibilità)
- Nar Nucleo Armato Rivoluzionario Giuseppe Valerio Il Giusta (Nar) (da Maggio 2012, da confermare attendibilità)
Nagorno-Karabakh: Scontri al confine del Nagorno-Karabakh tra Armenia e Azerbaijan
Russia: Scontri tra esercito russo e:
- Caucasus Mujahideens chiamati anche Mujahideen of Idel Ural (Milizia indipendentista islamica cecena in Cecenia, Inguscezia e Daghestan dal 1991)
- Movimento separatista islamico Emirato del Caucaso del Nord (Milizia indipendentista islamica cecena in Inguscezia e Daghestan dal 1991)
- Emirato del Caucaso (Milizia indipendentista islamica cecena in Cecenia)
- Commando delle Province Kabarda, Balkaria e Karachai
- Riyad-us-Saliheen Martyrs’ Brigade (Commando Mujahideen Ingusceto)
- Far Eastern guerrillas
- Mujahideen Command of Province of Ingushetia o Mujahideen Command of the Province of Ghalghaycho of the Caucasus Emirate
- Jamaat Nogai (Battaglione Nogai) gruppo islamico wahabita
- Gruppo Terroristo Caspian (presente in Daghestan)
- ELF Russia Informal Anarchist Federation (FAI)/International Network of action e solidarity/Fronte Rivoluzionario Internazionale (FRI)
- Mujahedin del Tatarstan (da verificare l’esistenza)
Spagna: scontri tra esercito regolare e gli indipendentisti dei Paesi Baschi dell’ Euskadi Ta Askatasuna (Eta) dal 1968 (il 20 Ottobre 2011 ha dichiarato una definitiva cessazione della sua attività armata)
MEDIO ORIENTE:
(8 Stati e 91 tra milizie-guerriglieri, gruppi separatisti e gruppi anarchici coinvolti)
Punti Caldi: Iraq, Israele, Siria, Turchia, Yemen
Arabia Saudita: scontri tra esercito regolare e ribelli al-Houthi dal 2009
Iran: scontri tra esercito regolare e:
- gruppo sunnita Jundallah o Soldiers of God o People’s Resistance Movement of Iran (PRMI) dal 2003
- Partiya Jiyana Azad a Kurdistanê (PJAK) o Party of Free Life of Kurdistan dal 2004
- People’s Mujahedin of Iran (MEK) o Mujahedin-e Khalq (MEK) o Mujahideen-e Khalq (MEK) o Mojahedin-e Khalq Organization (MKO) gruppo islamico di sinistra o People’s Mujahedin Organization of Iran (PMOI) o People’s Mujahideen Organisation of Iran (PMOI) (con sede in Iraq, ma contro la Repubblica Islamica dell’ Iran) dal 1965
Iraq: scontri tra esercito regolare e Americano/inglese contro milizie islamiche:
- Ba’athisti
- Wahhabiti
- Salafisti islamici
- Milizie Shia o milizia Mahdi o Jaish al-Mahdi (JAM) guidata da Moqtada al-Sadr dal 2003 (attività militari sospese nel 2008)
- Sahwa a Qaim o Sons of Iraq
- Stato Islamico dell’Iraq (ISI) (collegato ad al-Qaeda)
- Consiglio dei mujaheddin della Sharia (11 gruppi sunniti)
- Alliance Ilfh al-Motaiyabin (Alleanza dei profumati)
- Ansar al-Islam o Jund Al-Islam (Soldati dell’ Islam) (gruppo islamico sunnita curdo) dal 2001
- Mojahedin-e Khalq Organization gruppo islamico di sinistra o People’s Mujahedin Organization of Iran (PMOI) (con sede in Iraq, ma contro la Repubblica Islamica dell’ Iran) dal 1965
- Ansar al-Jihad al-Alami (Sostenitori della Jihad Globale)
- Jaish al-Tariqa al-Nakshabandia (gruppo militante islamico sunnita)
- Asaib Ahl al-Haq (AAH) o Khazali Network (gruppo insorto sciita)
- Islamic Front for the Iraqi Resistance dal 2004
- al-Qaeda in Iraq (AQI)
- Jama’at al-Tawhid wal-Jihad (”Gruppo del Monoteismo e Jihad”) o Tanzim Qaidat al-Jihad fi Bilad al-Rafidayn (QJBR) dal 2004
- al-Qaeda Kurdish Battalions (AQKB)
- Stato Meridionale di al-Qaeda
- Esercito islamico dell’Iraq
Front for Jihad and Change(formato da 8 gruppi)
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-1920 Revolution Brigades
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-Jaish al-Rashideen
|
-Jaish al-Muslimeen
|
-Islamic Movement of Iraq's Mujahideen
|
-Jund al-Rahman
|
-Saraya al-Dawa wa'l Ribaat
|
-Empowerment Brigades
|
-Battalions of Muhammed al-Fatih
Israele: Scontri tra esercito regolare ed una lista di 6 ale armate, 20 gruppi armati, 1 fazione, 1 movimento e 1 fazione armata (inclusi i 6 partiti politici):
Hamas (dal 1987) gruppo politico ed armato
|
-Brigate Izz ad-Din al-Qassam (EQB) o Brigate Ezzedeen Al-Qassam (EQB) (ala armata)
Palestinian Islamic Jihad (PIJ) (dal 1970) gruppo armato
|
-Brigate Al-Quds (Jerusalem brigades) (ala armata)
Comitati di Resistenza Popolare (PRC) (dal 2000) gruppo armato
|
-Brigate Al-Nasser Salah al-Deen Brigades (ala armata)
Movimento Al-Ahrar
|
-Brigate Al-Ansar (ala armata)
Palestine Liberation Organization (PLO) (dal 1964) gruppo armato
|
-Marxist-secular Popular Front for the Liberation of Palestine (PFLP) (dal 1967) gruppo armato
|
-Abu Ali Mustapha Brigades (ala armata)
|
-Democratic Front for the Liberation of Palestine (DFLP) (dal 1969) partito politico
|
-Abu Nidal organization (ANO) o Fatah - the Revolutionary Council (FRC) (da 1974) gruppo armato
|
-Palestine Liberation Front (PLF) (da 1977) gruppo armato
|
-Arab Liberation Front (ALF) (da 1969) partito politico
|
-As-Sa'iqa or Vanguard for the Popular Liberation War (VPLW) (dal 1966) partito politico
|
-Palestinian Popular Struggle Front (PPSF) (da 1967) partito politico
|
-Palestinian Arab Front (PAF) (dal 1968) fazione minore
|
-Fatah or Movement for the National Liberation of Palestine (dal 1960) partito politico
|
-Tanzim (dal 2000) fazione armata militante
|
-Force 17 (dal 1970) (ora come Palestinian Presidential Guard) gruppo armato
|
-Fatah Special Operations Group (Fatah-SOG) or Martyrs of Tel Al Za'atar, Hawari, e Amn Araissi (dal 1970) gruppo armato non più attivo
|
-Ahmed Abu Reish Brigade gruppo armato
|
-Al Aqsa Martyrs Brigade (dal 2000) gruppo armato
|
-Al-'Asifah (dal 1964) ala armata
Altri gruppi armati:
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-Holy Jihad Brigades (dal 2006) gruppo armato
|
-Jamaat Ansar al-Sunna (Iraq salafi group that has a Gaza armed fazione) gruppo armato
Gruppi armati collegati ad al-Qaeda
|
-Esercito dell'Islam (Jaysh al-Islam) o Organizzazione di al-Qaeda in Palestina o Esercito Palestinese dell'Islam o Tawhid Al Jihad o Jihad Brigades operante nella Striscia di Gaza (si è diviso da Al-Nasser Salah al-Deen Brigades) gruppo armato
|
-Jund Ansar Allah ( Guerrieri di Allah) (dal 2008) gruppo armato
|
-Fatah al-Islam (dal 2006) gruppo armato
|
-Jaljalat (dal 2009) operante nella Striscia di Gaza. gruppo armato
|
-Leoni dei mujahidin in Palestina (dal 2010) gruppo armato
|
-Brigata Mohammed Bin Moslama (gruppo salafita)
|
-Abu al-Hareth
|
-Jaysh al-Umma o Jaish al-Umma o Army of the Nation o Army of the Faithful
|
-Masada al Mujahideen
|
-Jaish al Mu'minun o Jaish al-Muminun o Army of Believers
|
-Jahafil Al-Tawhid Wal-Jihad fi Filastin or Tawhid and Jihad Group in Jerusalem or Tawhid and Jihad or One God and Holy War or The Armies of Monotheism and Jihad in Palestine
|
-Consiglio della Shura dei Mujahideen (MSC) dal 2011 (attivo anche in Egitto)
Libano: scontri tra esercito regolare e:
- Gruppo islamico Fatah al-Islam dal 2006
- Jund al-Sham
- Osbat al-Ansar o Usbat Al-Ansar (Banda di Sostenitori) dal 1990
- Hezbollah ala armata dal (1982)
- Brigate Abdullah Azzam dal 2009 (legato ad al-Qaeda)
Siria: scontri tra esercito regolare (Guerra civile in corso). (Scontri tra esercito turco e siriano da Ottobre 2012) e:
- Syrian Revolution Co-ordinating Union (contro al-Assad) nel nord al confine con la Turchia dal 2011.
- Esercito Siriano Libero (FSA o Esl) si autodefinisce “al-Farouq brigade of the Free Syrian Army” (FSA) dal 2011 (contro al-Assad):
|
-Brigata Al Faruq (presente ad Homs, Idlib e Aleppo)
|
-Brigata Al Tawheed (presente ad Aleppo) - Fronte Al-Nusra o Jubhat al Nusra o Fronte della Salvezza o Fronte per la Difesa del Popolo Siriano dal Maggio 2012 (gruppo islamico) (contro al-Assad)
- Hamza Abdualmuttalib (gruppo ribelle jihadista) (contro al-Assad)
Resistenza Siriana (alawiti, a favore di al-Assad):
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-al-Muqawamah al-Suriyah
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-al-Lijan al-Sha’biyah
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-al-Muqawamah al-Suriyah
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-al-Lijan al-Sha’biyah
Turchia: scontri tra esercito regolare e (Scontri tra esercito turco e siriano da Ottobre 2012):
- Ribelli del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) dal 1978 (concluso cessate il fuoco a Febbraio 2011)
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-People’s Defense Forces (HPG) (ala armata del PKK) - Falchi per la libertà del Kurdistan (Tak) dal 2004
- Partito-Fronte di liberazione del popolo rivoluzionario (DHKP/C) dal 1978
Yemen: scontri tra esercito regolare e:
- al-Houthi o Houthis (ribelli Shiiti Musulmani) dal 2004
- ribelli Shia nel governatorato di Saada nel nord
- al-Qaeda nella Penisola Arabica (AQAP)
- Al-Janoob al-Har - the Free South (Movimento separatista del sud)
- Southern Secessionist Movement o South Yemen Movement o Southern Separatist Movement o Harak (dal 2007)
- Esercito Aden-Abyan da Ottobre 2010
- Ansar al-Sharia o Partigiani della Legge Islamica (collegato con al-Qaeda nella Penisola Arabica (AQAP))
- Joint Meeting Parties (JMPs)
- Partigiani della Sharia (collegati ad al-Qaeda)
- Islamic Jihad Group
- Salafi (gruppo Islamico Sunnita)
- Supporters of al-Sharia (gruppo collegato ad al-Qaeda)
- Scontri tra truppe leali al Presidente Ali Abdullah Saleh contro le truppe che supportano il Generale Ali Mohsen al-Ahmar che ha disertato per allearsi con l’opposizione e contro la confederazione tribale Hashid
AMERICHE:
(5 Stati e 24 tra cartelli della droga, milizie-guerrigliere, gruppi separatisti e gruppi anarchici coinvolti)
Punti Caldi: Colombia, Messico
Cile: Si segnalano azioni terroristiche da parte di:
- Frente Internacional Rivoluzionario/Comando Insurrecional Aracely Romo
- Comando 8 de dicembre Coordinamento Internacional FAI
Colombia: scontri tra esercito regolare e:
- Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (FARC) dal 1964 (I colloqui di pace con il governo si terranno ad Oslo a Ottobre 2012)
- Esercito di Liberazione Nazionale (ELN) dal 1964
Ecuador: scontri tra esercito regolare e le Armed Revolutionary Insurgent Forces of Ecuador
Messico: scontri tra esercito regolare e:
- Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (Ezln), pacifico rivoluzionario, attivo nello Stato del Chiapas dal 1994
- Cartello di Sinaloa (Cartello della droga messicano)
- Cartello di Juarez con il suo braccio armato La Linea (Cartello della droga messicano)
- Cartello di Los Zetas (Cartello della droga messicano)
- Cartello del Golfo (Cartello della droga messicano)
- Cartello di Tijuana (Cartello della droga messicano)
- Cartello di La Familia (Cartello della droga messicano)
- Cartello di Beltrán-Leyva (Cartello della droga messicano)
- Celulas Autonomas de Revolucion Inmediata Praxedis G. Guerriero.
- Federacion Anarquista Informal/Acrata
- Frente de Liberacion de la Tierra (FLT)/ Red Internacional de accion y solidaridad Grupo Informal Anti-civilizacion
- Frente de Liberacion de la Tierra (FLT)/ Federacion Anarquista Informal- Red Global
- Nucleo Insurrecto Sole-Baleno de las Celulas Autonomas de revolucion inmediata Praxedis
Guerriero/FAI - Comando de Individuos Libres, Peligrosos, Salvajes e Incendiarios por la Peste Negra /FAI/Red
Global - Ludditas contra la domesticacion de la naturalezza Salvaje/FAI/Red Global
- Celula Eco Anarquista por el ataque directo/FAI/Red Global
- Brigada de accion Revolucionaria por la propaganda por el hecho y la accion armada-Simon
Radowisky/FAI/ Red Global
Peru: scontri tra esercito regolare e:
- Sendero Luminoso (Partido Comunista del Perú - Sendero Luminoso, PCP-SL) dal 1969
- Circulo de accion Iconoclasta/FAI
TOTALE:
| Totale degli Stati coinvolti nelle guerre | 60 |
| Totale Milizie-guerriglieri e gruppi separatisti coinvolti | 365 |
Regioni e province autonome che lottano per l'Indipendenza:
| Regione o Provincia autonoma che lotta per l'Indipendenza | Nazione |
| Cabinda | (Angola) |
| Ogaden Oromo | (Ethiopia) |
| Repubblica Democratica del Congo | |
| Sahara Occidentale | (Marocco) |
| Somaliland | (Somalia) |
| Darfur | (Sudan) |
| Regione o Provincia autonoma che lotta per l'Indipendenza | Nazione |
| Kachin Karen Stato Shan Nord Stato Shan Sud Stato Chin New Mon State Palaung State United Wa State | (Birmania-Myanmar) |
| Kashmir Karen Orissa Nagaland Assam Bodoland Tripura | (India) |
| Papua Aceh | (Indonesia) |
| Balochistan | (Pakistan) |
| Tamil | (Sri Lanka) |
| Patani Malay Nation | (Thailandia) |
| Regione o Provincia autonoma che lotta per l'Indipendenza | Nazione |
| Corsica | (Francia) |
| Irlanda del Nord | (Regno Unito) |
| Nagorno-Karabakh | (Azerbaijan) |
| Cecenia | (Russia) |
| Paesi Baschi | (Spagna-Francia) |
| Trasnistria | (Moldavia) |
| Abkhazia Sud Ossezia | (Georgia) |
| Regione o Provincia autonoma che lotta per l'Indipendenza | Nazione |
| Kurdistan | (Iran, Iraq, Turchia) |
| Palestina | (Israele) |
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