CGP- iti Angioy Centro di ascolto, informazione e attività creative dell'Istituto Tecnico Industriale G.M.Angioy di Sassari
Etichette
AA. REGOLE DEL GIOCO
ALCOL
ALIMENTAZIONE
Amore
Anoressia
BULLISMO
COSTITUZIONE
DIRITTI
DISABILITA'
DISAGIO GIOVANILE
DISLESSIA
DROGA
EDUCAZIONE SENTIMENTALE
EVENTI E COMMEMORAZIONI
FOTOGRAFANDO
GIORNALE- articoli lettere
Giovani
Lavori degli studenti
Pace
Percorsi per gli studenti
SCUOLA
VIAGGI
poesia
Visualizzazione post con etichetta SCUOLA. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta SCUOLA. Mostra tutti i post
martedì 16 settembre 2014
lunedì 15 settembre 2014
INIZIA UN NUOVO ANNO SCOLASTICO 2011/2012
Regole del gioco
1. In classe la cosa più importante è ASCOLTARE. Io ascolto ciascuno di voi, voi ascoltate i vostri compagni e ascoltate me. Questo è l’essenziale. Se non possiamo ascoltarci, tutto il nostro lavoro diventa inutile, anzi impossibile. Il silenzio (cioè, evitare chiacchiere e rumori inutili) è necessario, proprio perché altrimenti non ci si può ascoltare a vicenda.
2. Il materiale necessario (DA AVERE SEMPRE) è il seguente:
a. i libri di testo;
b. un quaderno ad anelli, fogli a righe o quadretti, alcune buste di plastica per raccogliere fotocopie;
c. materiale per scrivere (penna, gomma, matita, qualche pennarello)
a. i libri di testo;
b. un quaderno ad anelli, fogli a righe o quadretti, alcune buste di plastica per raccogliere fotocopie;
c. materiale per scrivere (penna, gomma, matita, qualche pennarello)
3. TUTTO quello che spiego a lezione va SEMPRE studiato per la volta successiva, ANCHE SE NON LO DICO.
4. Tutte le volte che non è chiaro qualcosa della mia spiegazione o sul testo, si DEVE chiedere spiegazioni. Più in generale, mi potete porre qualsiasi problema, difficoltà, dubbio ecc. ecc., in qualsiasi momento, a meno che non sia un evidente pretesto per perdere tempo. Potete anche contattarmi via email.
5. Faremo esercitazioni scritte per ogni argomento spiegato e discusso in classe. Saranno questionari, riassunti, commenti alla lettura di un documento, testi di varie tipologie, schede o schemi. Le esercitazioni verranno valutate con un voto o giudizio che terrà conto dell’impegno oltre che del risultato, perché il risultato positivo arriverà solo se si faranno con impegno molte esercitazioni. Se comunque il voto sarà insufficiente non significa che farà media per la valutazione complessiva: è normale sbagliare e fare errori all’inizio, quello che conta è come si è migliorati alla fine.
6. Le interrogazioni potranno avvenire sempre , quindi bisogna essere SEMPRE PREPARATI. Ci si può anche fare interrogare volontariamente, in qualsiasi momento. Le interrogazioni saranno prevalentemente orali ma potranno anche essere sostituite da questionari scritti o test. Le verifiche una volta fissate non verranno spostate o annullate per l’assenza di parte della classe, ma gli assenti dovranno recuperare facendosi interrogare.
7. Oltre alle esercitazioni ed alle interrogazioni vere e proprie, vi farò anche molte domande “sparse” . Chi risponde bene prende un “più”, che equivale circa ad un quarto di punto. Quindi ad ogni quattro “più” la vostra media sale di un punto. Chi non sa rispondere (o non porta il libro, non ha il quaderno in ordine, non fa un compito a casa, disturba il lavoro di classe ecc.) prende un “meno”, che ha lo stesso valore: ogni quattro “meno”, quindi, il voto di media scende di un punto.
8. Quando si prende un’insufficienza su qualche argomento, è possibile rimediarla facendosi interrogare sullo stesso argomento.
9. Durante l’anno vi proporrò attività di approfondimento, individuali o di gruppo, su cui si lavorerà sia a casa che a scuola e che poi saranno presentate alla classe anche sotto forma di lezione e valutate come un’interrogazione. Conviene quindi farle bene, perché possono facilmente rialzare la media dei voti!
10. Su tutte le altre questioni pratiche (orari, uscite dall’aula ecc.) farò rispettare quanto scritto sul regolamento della scuola.
la prof. di lettere
la prof. di lettere
ripreso con qualche adattamento da http://www.ilblogdellaprof.org/p/regole-del-gioco.html
sabato 22 giugno 2013
domenica 9 giugno 2013
LE ORIGINI DELL'UOMO
UN INTERESSANTE LAVORO DI UNA TERZA ELEMENTARE SULL'EVOLUZIONE DELL'UOMO DALLE ORIGINI ALL'HOMO SAPIENS
http://prezi.com/irgm2claxoy9/levoluzione-delluomo/
lunedì 3 giugno 2013
Treno della memoria 2013 (ragazzi del sud Sardegna)
ALTRE NOTIZIE SUL TRENO DELLA MEMORIA - ASSOCIAZIONE TERRA DEL FUOCO- CLICCA QUI: http://www.trentogiovani.it/content/webfm_send/1348
domenica 26 maggio 2013
FUGHE DA FERMI
CLICCA QUI PER VEDERE LO SPETTACOLO:
http://www.raiscuola.rai.it/articoli/scuola-salute-fughe-da-fermi-a-san-patrignano/15940/default.aspx
sabato 2 febbraio 2013
ORA ALTERNATIVA ALLA RELIGIONE CATTOLICA
FINALMENTE all'ITI Angioy
è ATTIVATA
L'ORA ALTERNATIVA ALLA RELIGIONE
CATTOLICA
All'atto dell'iscrizione verrà chiesto ai genitori di dichiarare per il proprio figlio/a la scelta di avvalersi dell'Insegnamento della Religione Cattolica oppure di avvalersi di una
delle attività alternative.
le attività alternative sono:
B) attività di studio assistito, con docente della scuola;
C) attività di studio libero, vigilato da personale non docente;
D) uscita dalla scuola, senza alcuna sorveglianza.
Si invitano i genitori a compiere consapevolmente la propria scelta e di rivolgersi al personale della scuola, qualora abbiano bisogno di chiarimenti.
domenica 30 settembre 2012
IL MEDIOEVO - ECONOMIA E SOCIETA'
ALTO
MEDIOEVO (476- 1000)
|
||
Rapporto di sottomissione dei CONTADINI o SERVI- ai padroni , SIGNORI DELLE TERRE.
I servi sono legati alla terra in cui vivono e obbligati a lavorare
gratuitamente per il signore ed ad obbedire a infiniti obblighi – detti
BANALITÀ
|
Rapporto di dipendenza personale tra un SIGNORE e un VASSALLO. Il signore concede un FEUDO
al vassallo in cambio della sua fedeltà.
Il sistema feudale si basa su un ordine gerarchico della società, con
tre ORDINI (CETI SOCIALI) ben distinti, emanazione dell’ordine divino:
CLERO – NOBILTA’- SERVI
|
|
BASSO MEDIOEVO (1000- 1492)
|
||
RIPRESA ECONOMICA
Dal Mille l’Europa entrò in una fase di sviluppo caratterizzato da:
INCREMENTO
DEMOGRAFICO
SVILUPPO
DELL’AGRICOLTURA
SVILUPPO
DEL COMMERCIO
INNOVAZIONI
TECNICHE
RIPRESA
DI COMUNICAZIONI E TRASPORTI
RINASCITA DELLE
CITTA’
|
COMUNI E MONARCHIE
Nelle città si sviluppò un nuovo assetto sociale con i MERCANTI E
ARTIGIANI, il nuovo ceto emergente.
I cittadini danno vita al COMUNE,
libera associazione per l’AUTOGOVERNO della città.
A causa delle continue lotte tra le fazioni politiche, i Comuni ,
istituzioni repubblicane, in seguito si trasformeranno in SIGNORIE, forme di governo monarchico.
Anche i REGNI si organizzavano e rafforzavano, accanto
all’Impero. Sono le MONARCHIE FEUDALI
che col tempo si trasformeranno negli STATI MODERNI
|
|
L’ALTO MEDIOEVO HA INIZIO QUANDO IL TERRITORIO OCCUPATO PRECEDENTEMENTE
DALL’IMPERO ROMANO SI SPACCA IN DUE PARTI NETTAMENTE DISTINTE DANDO VITA A DUE
CULTURE DIVERSE:
L’ISLAM A SUD E NEL MAR MEDITERRANEO EREDE
DELLA CULTURA GRECO ELLENISTICA, PROGREDITA NELLE ARTI E NELLE SCIENZE ED IN
GRANDE ESPANSIONE COMMERCIALE NEL MARE E CON L’ORIENTE;
L’EUROPA
CRISTIANA A NORD , IN
FORTE REGRESSO ECONOMICO E SOCIALE, LEGATA ALLA TERRA E AD UN’ECONOMIA CHIUSA
DI SOLA SUSSISTENZA, DOMINATA DA UNA CASTA GUERRIERA DI ORIGINE BARBARICA
E’ DIVISA IN TRE CETI NETTAMENTE DISTINTI CETI
|
SERVI/CONTADINI
|
VASSALLI (NOBILI
|
CLERO
|
OGNUNO HA IL SUO RUOLO
|
LAVORARE
|
COMBATTERE
|
PREGARE
|
I LORO OBBLIGHI SONO
|
SERVITU’ FEUDALI
|
VASSALLAGGIO
|
OBBEDIENZA AL PAPA
|
IL SISTEMA POLITICO DEL SACRO
ROMANO IMPERO SI BASA SULL’OBBLIGO DEL VASSALLAGGIO,
CIOE’ SU UN SISTEMA GERARCHIZZATO A PIRAMIDE IN CUI L’IMPERATORE ASSEGNA IN BENEFICIO I SUOI
FEUDI AI FEUDATARI SUOI VASSALLI CHE
GLI GIURANO FEDELTA’.
I VASSALLI DISTRIBUISCONO PARTE DEI LORO FEUDI AI FEUDATARI MINORI (VALVASSORI) I QUALI A
LORO VOLTA DIVIDONO PARTE DELLE TERRE DANDOLE IN BENEFICIO AI VALVASSINI.
QUESTO SISTEMA DI
FRAZIONAMENTO IN PARTI SEMPRE PIU’ PICCOLE PORTA COL TEMPO ALLA
FORMAZIONE DI UN IMMENSO NUMERO DI FEUDATARI GRANDI E PICCOLI LEGATI TRA LORO
SOLO DA UN GIURAMENTO DI FEDELTA’ CHE TENDONO A NON RISPETTARE, FINO AD
ARRIVARE AL CONFLITTO E ALLA GUERRA PER IL POTERE, CIOE’ ALL’ANARCHIA FEUDALE
ESPANSIONE DELL’OCCIDENTE
Con la ripresa del Mille
iniziò un movimento espansivo :
A OVEST la Reconquista
spagnola delle terre occupate dagli arabi
A SUD-EST le CROCIATE in Asia Minore occupata dai
Turchi Selgiuchidi convertiti all’islam
A NORD EST nelle regioni
baltiche espansione contro gli slavi
ALL’INTERNO le crociate vennero combattute contro i
MOVIMENTI ERETICI
|
ESPANSIONE DELL’ORIENTE
I Turchi Selgiuchidi
provenienti dall’Asia centrale avevano occupato l’Asia Minore mescolandosi
agli arabi e bloccando le tradizionali vie di commercio tra Europa e India,
furono un motivo delle crociate.
In Asia i mongoli, guerrieri
nomadi, guidati da Gengis Khan avevano conquistato la Cina ed esteso il loro
immenso impero fino ai confini occidentali, scontrandosi con i musulmani in Medio oriente e con gli
Slavi a Nord fino in Russia. L’impero mongolo ebbe il suo massimo splendore
con Kubilai Khan, alla cui corte visse Marco Polo.
|
venerdì 1 giugno 2012
DAL REALISMO DI VERGA ALL’ INCONSCIO DI PIRANDELLO E SVEVO
Argomento: DAL REALISMO DI VERGA ALL’ INCONSCIO DI PIRANDELLO E SVEVO
A) Motivazione della scelta: Pirandello e Svevo sono i rappresentanti italiani di un nuovo genere di romanzo (decadente) , che ha rinnovato le tecniche narrative tradizionali del realismo verista, per indagare in una realtà più profonda e complessa , non più oggettiva ma soggettiva, non più assoluta ma relativa. Essi hanno rappresentato nelle loro opere la perdita di certezze e la disgregazione della personalità, l’alienazione e l’incomunicabilità dell’uomo, gli stessi problemi della società del benessere e del consumismo, aggravatisi nel corso del secolo fino ai giorni nostri.
B) Breve quadro storico:
Seconda metà ottocento: positivismo (ottimismo e fiducia nella scienza) verismo: il romanzo deve essere SCIENTIFICO, lo scrittore è come lo scienziato che osserva in modo IMPERSONALE la realtà e attraverso un esperimento cerca di dimostrare le leggi che la determinano . Queste leggi sono quelle del DARWINISMO adattate dalle specie biologiche alle classi sociali. Nella società ci sono individui deboli e forti. I forti – molto pochi- riescono ad avanzare ed evolversi grazie al PROGRESSO – ma i deboli sono destinati ad essere oppressi e schiacciati.
LA REALTA’ E’ OGGETTIVA E SI PUO’ CONOSCERE ED ANALIZZARE IN MODO SCIENTIFICO
Primi Novecento: Influssi delle grandi scoperte scientifiche nel campo fisico con la relatività di Einstein e nel campo medico-psichiatrico con la psicanalisi di Feud, il concetto di tempo come durata del filosofo Bergson. Si diffondono l'irrazionalismo,l' idealismo e il decadentismo.
La seconda rivoluzione industriale, la crisi di fine secolo, il diffondersi del nazionalismo aggressivo, del razzismo e dell’antisemitismo, lo scoppio della prima guerra mondiale.
LA REALTA’ E’ SOGGETTIVA, NON ESISTE UNA VERITA’ UGUALE PER TUTTI, LA REALTA’ QUINDI NON SI PUO’ CONOSCERE CON LA SCIENZA . L’UOMO NON PUO’ CONOSCERE NE’ LA REALTA’ ESTERNA NE’ SE STESSO. INCERTEZZA, ANGOSCIA., PERDITA DELL’IDENTITA’ E SENSO DI COLPA
C) Opere a confronto:
Il narratore è esterno e onnisciente ma la focalizzazione è dal basso, cioè il narratore si nasconde e racconta come se fossero i fatti stessi a raccontarsi, i personaggi a parlare, dal loro punto di vista, cioè dal basso, e con il loro linguaggio, cioè un linguaggio misto di italiano e dialetto, con modi di dire, soprannomi ironici dei personaggi, proverbi popolari, ecc. I personaggi rappresentati sono i VINTI DAL PROGRESSO. Spinti dal desiderio di evolversi e liberarsi dall’oppressione della povertà si illudono di poter ribellarsi, ma le leggi dell’evoluzione sono DETERMINATE e non si possono cambiare: i deboli sono destinati a fallire. Se vogliono sopravvivere devono rassegnarsi a restare nella condizione di povertà originaria, dove comunque sono salvi i veri valori umani della famiglia, degli affetti, dell’attaccamento al lavoro, della solidarietà, mentre nel mondo dei ricchi e potenti c’è solo egoismo e corruzione.(FATALISMO – PESSIMISMO)
2) PIRANDELLO : L’Umorismo, il sentimento del contrario.
Si ride di qualcosa che esce fuori dal nostro concetto di normalità (un signore serio e ben vestito che inciampa e cade ci fa ridere – una vecchia signora che si traveste da giovane ed in realtà assomiglia ad un pappagallo è ridicola) e questo è l’AVVERTIMENTO DEL CONTRARIO, cioè il COMICO. Ma se riflettiamo e capiamo che dietro questa maschera comica si nasconde una vita di sofferenza perché la vecchia è stata abbandonata dal marito che si è innamorato di una più giovane e lei è sola e disperata, allora subentra il SENTIMENTO DEL CONTRARIO, cioè la comprensione di una realtà a due facce che se da un lato è ridicola, dall’altro è tragica, perciò noi non ridiamo più, ma sorridiamo amaramente (=UMORISMO)
Si ride di qualcosa che esce fuori dal nostro concetto di normalità (un signore serio e ben vestito che inciampa e cade ci fa ridere – una vecchia signora che si traveste da giovane ed in realtà assomiglia ad un pappagallo è ridicola) e questo è l’AVVERTIMENTO DEL CONTRARIO, cioè il COMICO. Ma se riflettiamo e capiamo che dietro questa maschera comica si nasconde una vita di sofferenza perché la vecchia è stata abbandonata dal marito che si è innamorato di una più giovane e lei è sola e disperata, allora subentra il SENTIMENTO DEL CONTRARIO, cioè la comprensione di una realtà a due facce che se da un lato è ridicola, dall’altro è tragica, perciò noi non ridiamo più, ma sorridiamo amaramente (=UMORISMO)
Una novella: Ciaula scopre la luna esprime il passaggio dal verismo –denuncia della realtà come condizione tragica dei deboli nel lavoro delle miniere siciliane, attraverso una narrazione dal basso dal punto di vista dei lavoratori che vengono maltrattati e a loro volta maltrattano e ridicolizzano il ragazzo minorato come se fosse un animale (Ciaula= cornacchia)- al simbolismo decadente – quando il narratore svela l’inconscio di Ciaula, il suo timore della notte fuori della miniera che rappresenta per lui la pancia materna dove sta chiuso e protetto, la sua fatica della salita del cunicolo, come il trauma del parto, lo sbucare fuori con angoscia e stupore e la scoperta inaspettata della luna (= anima, spirito, commozione, intuizione sublime del mistero della vita e della natura)- anche Ciaula, uomo-cornacchia, animale apparentemente incapace di capire, è un uomo e ha un’anima intuitiva e sentimentale.
Una commedia : Così è se vi pare, la pazzia-malattia, la relatività del reale, l’impossibilità di arrivare alla verità.-
Anche qui il simbolismo è evidente nella figura velata della “moglie” che è il simbolo della “verità” relativa e soggettiva e della mancanza di un’identità delle persone, che in realtà sono così come la società con le sue ipocrisie ed i suoi stereotipi le condiziona e le costringe ad indossare una maschera.
Anche qui il simbolismo è evidente nella figura velata della “moglie” che è il simbolo della “verità” relativa e soggettiva e della mancanza di un’identità delle persone, che in realtà sono così come la società con le sue ipocrisie ed i suoi stereotipi le condiziona e le costringe ad indossare una maschera.
Un romanzo : Il Fu Mattia Pascal, (trama)l’inettitudine e la perdita dell’identità.
Le prefazioni rivelano la figura priva di un’identità definita del protagonista, che è un inetto, un fallito. L’ambiente della biblioteca polverosa e deserta rappresenta la conoscenza ed il sapere che non è in grado di portare alla vera conoscenza della realtà ed è solo un’accozzaglia confusa di nozioni, di cose e idee contraddittorie e del tutto inutili. Il protagonista narratore è strabico (simbolo della doppia personalità) quando cambia nome ed identità si fa operare e guarisce, ma in realtà egli non potrà mai sottrarsi all’identità che ha voluto cancellare con la finzione, infatti quella maschera gli è indispensabile per identificarsi, per avere dei documenti, per sposarsi. E’ costretto a fingere una seconda morte, capisce che la sua seconda vita, quella di Adriano Meis, è finta quanto la prima e quando torna a casa si accorge che lui, il vecchio Pascal non esiste più, c’è soltanto la sua tomba, un uomo senza identità, un “nessuno”, un "FU MATTIA PASCAL". La maschera quindi è quell’identità in cui noi nel nostro intimo non ci riconosciamo ma che siamo costretti a rappresentare come in una recita teatrale, se vogliamo avere rapporti sociali, per poter vivere. E’ chiaro che la nostra vita sarà sempre accompagnata dall’insoddisfazione e dal senso di colpa della falsità a cui siamo costretti. Solo chi giunge alla piena consapevolezza di tutto ciò può divertirsi a guardare gli altri, stupidi burattini, e riderne amaramente (umorismo).
Le prefazioni rivelano la figura priva di un’identità definita del protagonista, che è un inetto, un fallito. L’ambiente della biblioteca polverosa e deserta rappresenta la conoscenza ed il sapere che non è in grado di portare alla vera conoscenza della realtà ed è solo un’accozzaglia confusa di nozioni, di cose e idee contraddittorie e del tutto inutili. Il protagonista narratore è strabico (simbolo della doppia personalità) quando cambia nome ed identità si fa operare e guarisce, ma in realtà egli non potrà mai sottrarsi all’identità che ha voluto cancellare con la finzione, infatti quella maschera gli è indispensabile per identificarsi, per avere dei documenti, per sposarsi. E’ costretto a fingere una seconda morte, capisce che la sua seconda vita, quella di Adriano Meis, è finta quanto la prima e quando torna a casa si accorge che lui, il vecchio Pascal non esiste più, c’è soltanto la sua tomba, un uomo senza identità, un “nessuno”, un "FU MATTIA PASCAL". La maschera quindi è quell’identità in cui noi nel nostro intimo non ci riconosciamo ma che siamo costretti a rappresentare come in una recita teatrale, se vogliamo avere rapporti sociali, per poter vivere. E’ chiaro che la nostra vita sarà sempre accompagnata dall’insoddisfazione e dal senso di colpa della falsità a cui siamo costretti. Solo chi giunge alla piena consapevolezza di tutto ciò può divertirsi a guardare gli altri, stupidi burattini, e riderne amaramente (umorismo).
SVEVO: La Coscienza di Zeno, (Prefazioni- Morte del padre- Conclusione) inettitudine e malattia, la scoperta dell’inconscio.
Nel suo romanzo capolavoro Svevo stravolge completamente le regole della narrazione tradizionale. Un anziano signore racconta la sua vita, ma non in ordine cronologico, bensì secondo i ricordi che affiorano casualmente nella sua mente, attraverso la simulazione di una seduta psicanalitica. La realtà non è quindi oggettiva, ma ricostruita attraverso il ricordo e spesso in modo approssimativo, spezzettato e quasi sempre falsificato inconsciamente dal narratore protagonista che fa intendere al lettore quanto i suoi ricordi siano farciti di sensi di colpa, errori non confessati e tentativi di nascondere a se stesso la verità. (come nell’episodio della morte del padre e dello schiaffo- odio per il padre- desiderio di sentirsi superiore a lui e piacere inconscio nel vederlo debole e malato- complesso di Edipo).
Il narratore non è esterno, ma interno e racconta la realtà a modo suo senza conoscere affatto il punto di vista degli altri, anzi, in continuo conflitto con la realtà degli altri, che non lo comprendono, lo disprezzano (il padre, Ada) o lo amano senza che lui lo meriti (La moglie Augusta che lui ha sposato per errore).
Nella prefazione c’è un secondo narratore, il dottor S. (S sta per Sigmund Freud) che si rivela altrettanto inattendibile quanto lo stesso Zeno. Infatti un dottore che pubblica all’insaputa del paziente le rivelazioni fatte durante le visite è un medico inaffidabile e scorretto , così come Zeno a detta del dottore non è stato per niente corretto e veritiero nel raccontare se stesso.
Nell’episodio conclusivo del romanzo Svevo traccia un quadro catastrofico ed apocalittico della società moderna, industrializzata e consumista, basata solo sugli affari, sulla ricchezza e sul potere, che si serve di ORDIGNI sempre più complicati e perfetti, si costruisce un mondo artificiale e contro natura. La specie umana non si evolve più come le altre, non potenzia il suo organismo per adattarsi all’ambiente, ma stravolge e distrugge l’ambiente costruendone uno artificiale. Lui si indebolisce e le sue macchine diaboliche si perfezionano fino a dominarlo e distruggerlo.
Zeno dichiara che la psicoanalisi non gli è servita, perché lui è guarito da solo: la sua malattia era soltanto dovuta al disagio di vivere in una società in cui i valori dell’amore e dalla solidarietà erano considerati pazzia e malattia, una società egoista e ipocrita, violenta e ingiusta. E’ la società la vera malata e per guarire bisogna essere ammalati come lei. Zeno è guarito diventando anche lui egoista e ipocrita, arricchendosi come un qualsiasi commerciante senza scrupoli (come erano suo padre ed il suo amministratore) approfittando della guerra e del mercato nero.
Svevo – influenzato dal clima di guerra del suo tempo- arriva a prevedere ciò che effettivamente accadrà, a questa società sempre più malata, alla fine della seconda guerra mondiale con la bomba atomica: un uomo magari più malato di tutti gli altri salirà sulla cima del mondo e farà scoppiare l’ordigno più perfetto e potente da lui creato, distruggendo la terra e l’umanità.
lunedì 30 aprile 2012
SA DIE DE SA SARDIGNA
UN NUOVO SITO - UN LAVORO DEGLI STUDENTI PER SA DIE
VAI AL LINK:
http://sardigna.jimdo.com/multimedia/sezione-cinematografica/
VAI AL LINK:
http://sardigna.jimdo.com/multimedia/sezione-cinematografica/
martedì 24 aprile 2012
I Promessi Sposi (Trama e commento - Riduzione televisiva)
Indichiamo un interessante lavoro di sintesi del romanzo di Manzoni e della sua riduzione televisiva della Rai con la regia di Sandro Bolchi . al seguente LINK
http://cinetramando.blogspot.it/2012/04/promessi-sposi-alessandro-manzoni-una.html
http://cinetramando.blogspot.it/2012/04/promessi-sposi-alessandro-manzoni-una.html
lunedì 31 ottobre 2011
FORUM GIOVANI
VENERDI 28 OTTOBRE IL COMUNE DI SASSARI HA INVITATO I GIOVANI STUDENTI DELLE SCUOLE SECONDARIE DELLA CITTA' AL FORUMGIOVANI
FORUM GIOVANI
E' un progetto che nasce con l'obiettivo di favorire la cittadinanza attiva, la partecipazione e il dialogo con le giovani generazioni, per orientare le scelte dell’Amministrazione comunale nella programmazione delle politiche giovanili a media e lunga scadenza, a livello locale.
domenica 2 ottobre 2011
Invito a Palazzo 1 ottobre 2011 le classi dell'ITI visitano il Banco
Il Banco di Sardegna apre a Sassari la sede della Direzione Generale di Viale Umberto
Anche quest’anno l’Abi (Associazione Bancaria Italiana) propone l’appuntamento Invito a Palazzo, giornata nazionale di apertura al pubblico dei palazzi storici delle banche.
L’evento offre a cittadini e turisti di visitare liberamente le sedi delle banche e ammirare i tesori artistici che queste custodiscono.
Palazzi storici, ville e collezioni d’arte, testimonianze della storia culturale e civile del nostro paese, normalmente chiusi al pubblico perché luoghi in cui si svolge quotidianamente l’attività bancaria, vengono offerte , almeno una volta l’anno, all’attenzione del pubblico.
Il Banco di Sardegna apre al pubblico il Palazzo di Sassari, Sede della Presidenza e della Direzione Generale in Piazzetta Banco di Sardegna 1 .
Nella Sala Siglienti sarà inaugurata una Mostra fotografica sui 50 anni della Dinamo Banco di Sardegna. La Mostra ripercorre la storia della squadra di pallacanestro più amata dell’Isola e che lo scorso anno ha festeggiato il suo cinquantesimo anno di vita raggiungendo l’Olimpo del basket con la storica promozione in Lega A.
Il Palazzo del Banco di Sardegna
nacque per ospitare la sede del Credito Agrario. Oggi è la sede della Fondazione del Banco di Sardegna.
Costruito intorno al 1928 su progetto dell'ingegnere Bruno Cipelli, che ne fornì due versioni.
LE CLASSI DELL'ITI IN VISITA ALLE SALE DELLA SEDE CENTRALE DEL BANCO DI SARDEGNA


BUSTO DI MUSSOLINI

ALTRE OPERE SPARSE....

Anche quest’anno l’Abi (Associazione Bancaria Italiana) propone l’appuntamento Invito a Palazzo, giornata nazionale di apertura al pubblico dei palazzi storici delle banche.
L’evento offre a cittadini e turisti di visitare liberamente le sedi delle banche e ammirare i tesori artistici che queste custodiscono.
Palazzi storici, ville e collezioni d’arte, testimonianze della storia culturale e civile del nostro paese, normalmente chiusi al pubblico perché luoghi in cui si svolge quotidianamente l’attività bancaria, vengono offerte , almeno una volta l’anno, all’attenzione del pubblico.
Il Banco di Sardegna apre al pubblico il Palazzo di Sassari, Sede della Presidenza e della Direzione Generale in Piazzetta Banco di Sardegna 1 .
Nella Sala Siglienti sarà inaugurata una Mostra fotografica sui 50 anni della Dinamo Banco di Sardegna. La Mostra ripercorre la storia della squadra di pallacanestro più amata dell’Isola e che lo scorso anno ha festeggiato il suo cinquantesimo anno di vita raggiungendo l’Olimpo del basket con la storica promozione in Lega A.
Il Palazzo del Banco di Sardegna
nacque per ospitare la sede del Credito Agrario. Oggi è la sede della Fondazione del Banco di Sardegna.
Costruito intorno al 1928 su progetto dell'ingegnere Bruno Cipelli, che ne fornì due versioni.
LE CLASSI DELL'ITI IN VISITA ALLE SALE DELLA SEDE CENTRALE DEL BANCO DI SARDEGNA
IL CASTELLO ARAGONESE
Eretto dai catalano-aragonesi tra il 1326 e il 1331, subito dopo la conquista della Sardegna, il Castello Aragonese fu inizialmente utilizzato come fortezza militare, per reprimere le rivolte dei Sassaresi. Questi mal tolleravano la condizione di sudditi e contrastavano i nuovi dominatori.
La costruzione, munita di sotterranei, uscite di sicurezza e porte segrete, era una struttura imponente a pianta quadrilatera con quattro torri agli angoli e una quinta all’ingresso, che ospitava il presidio armato. Le quattro torri angolari presero il nome di Torre Aragonese, Torre dei Doria, Torre del Castelletto, Torre dell’Inquisitore.
La costruzione, munita di sotterranei, uscite di sicurezza e porte segrete, era una struttura imponente a pianta quadrilatera con quattro torri agli angoli e una quinta all’ingresso, che ospitava il presidio armato. Le quattro torri angolari presero il nome di Torre Aragonese, Torre dei Doria, Torre del Castelletto, Torre dell’Inquisitore.
Nel corso dei secoli, la struttura fu variamente utilizzata divenendo caserma militare, prigione nobiliare ed ecclesiastica, luogo di tortura e di esecuzioni capitali. Verso il 1535 divenne sede, unica in Sardegna, del Tribunale dell’Inquisizione.
Nel collettivo immaginario, il Castello era luogo di morte e tortura, simbolo del potere nemico: nel 1877 fu abbattuto e sui suoi resti fu edificata la caserma sabauda “La Marmora”.
HECTOR NAVA
Nato a Buenos Aires nel 1873 da una famiglia di facoltosi proprietari terrieri di origini lombarde, Nava si era trasferito a Roma nei primi anni del Novecento e successivamente aveva viaggiato molto, tornando in Argentina, percorrendo l’Europa e soggiornando anche in Francia dove aveva partecipato a numerose mostre collettive e personali.
Tra il 1920 e il 1923, Nava soggiorna infine in Sardegna, visita e ritrae molti paesi (Alghero, Porto Torres, Olbia, Osilo, Orosei e Nuoro) realizzando una cinquantina di opere: di queste, una parte è rimasta in Argentina, a Buenos Aires, e in altri musei Nord americani; trentacinque dipinti costituiscono invece il nucleo ora di proprietà del Banco, che qui si espone. Sono scene di vita quotidiana nell’Isola, di uomini e donne nei costumi tradizionali, di paesaggi e centri storici dell’entroterra e del litorale. E’ assai probabile, al riguardo, che Nava abbia conosciuto e apprezzato la pittura di maestri sardi del tempo come Antonio Ballero e Giuseppe Biasi.
CONTADINI DI ATZARA DI RICHARD SCHEURLEN
Richard Scheurlen artista tedesco di Stoccarda, uno dei primi maestri di Antonio Corriga
"Richard Scheurlen diceva: ci sono soltanto due luoghi al mondo, molto distanti fra loro, che hanno una luce ideale per la pittura: Atzara e l'isola di Ceylon.
ANTONIO CORRIGA
Raffinato padrone di tutte le tecniche pittoriche, Antonio Corriga veste sempre i suoi lavori con l'abito fascinoso del sogno, sia quando immagina che gli uomini si fermino a colloquiare con gli astri sia quando dà corpo ai drammi storici della Sardegna, dipinge le scene della crocifissione del Cristo o celebra la Vergine Madre negli affreschi di templi famosi come quello di Nostra Signora di Bonaria. Luce e colore sfavillano in tutto il loro multiforme squadernarsi davanti ai nostri e ai suoi occhi di artista ispirato. Sarebbe lungo - e superfluo, nella circostanza di cui ci occupiamo - fare elenchi. Ma sicuramente non possiamo tralasciare la presenza di volti, figure e paesaggi atzaresi. Atzara è il suo villaggio-universo, come in letteratura per Lev Tolstoj o, se vogliamo fare un esempio più vicino al nostro comune sentire, per il suo carissimo amico scomparso di recente, Cicitu Màsala con i suoi laribiancos.
Paolo Pillonca
C'E' CHI TENTA DI TROVARE LA COMBINAZIONE
CHI TROVA POSTO AL TAVOLO DELLE RIUNIONI
LA COLLEZIONE MARIO SIRONI
Sironi in realtà era un sassarese anomalo; nato a Sassari il 12 maggio 1885, il padre Enrico era un ingegnere di origine comasca e arrivò in Sardegna in quantofunzionario del Genio Civile. A ventisei anni firmava però l’impegnativo progetto del Palazzo della Provincia,che ora domina lo scenario della centrale Piazza d’Italia. Mario Sironi, secondo di sei figli, non aveva ancora due anni quando i genitori si trasferirono a Roma, al tempo dei lavori pubblici destinati ad arginare le piene del Tevere. A Roma fece tutti i suoi studi e si iscrisse alla facoltà di ingegneria, che poi abbandonò per iscriversi all’Accademia di Belle Arti. La Roma di inizio secolo, con quella cerchia di artisti che gravitava tra Giacomo Balla e la redazione dell’Avanti della Domenica dove Sironi esordisce come illustratore, è dunque per lui il luogo fondamentale della formazione. Gli stimoli sono vivi e molteplici: in particolare, qui il pittore conosce Balla, Boccioni e Severini; con Boccioni, soprattutto,mostra notevoli affinità artistiche; diventato suo grande amico ed estimatore, tenterà di inserirlo nelle file dei Futuristi, il movimento di cui a Sironi interessava soprattutto lo spirito interventista. La guerra, combattuta da volontario e la successiva adesione al Fascismo sono altre prove del suo intenso bisogno di partecipazione alla tumultuosa vita politica e sociale dell’epoca, sia pure in qualità di artista. Questo impulso troverà uno sbocco nel Gruppo dei sette pittori del Novecento, al quale egli dà vita nel 1922, con l’appoggio critico di Margherita Sarfatti, singolare figura di critica d’arte e di promotrice del ritorno alla classicità nell’arte.
OCCUPA UN’INTERA PARETE L’”ALLEGORIA DEL LAVORO” DI MARIO SIRONI

COMPOSIZIONE ASTRATTA
VOLTO DI DONNA
STUDIO DI DECORAZIONE
MULTIPLO 1948
LA COLLEZIONE GIUSEPPE BIASI
STINTINO
NON MANCANO I MOMENTI DI RELAX
TETTE SEDDA 1918
Ritratto di “Javotte Bocconi Manca di Villahermosa”. 1918.
ALCUNE OPERE DI STANIS DESSì
COLLEZIONE DI MONETE, OGGETTI E LIBRI ANTICHI
NATURA MORTA DI MORANDI
FLORIS
SASSU
SCULTURE E BASSORILIEVI IN BRONZO
DI TILOCCA
LA DOTT.SSA M.GRAZIA CADONI ACCOGLIE I RAGAZZI
E LI INFORMA SULLE ORIGINI E LA STORIA DEL BANCO DI SARDEGNA
ARRIVA IL MOMENTO DEI SALUTI
Iscriviti a:
Post (Atom)















