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lunedì 3 giugno 2013
Treno della memoria 2013 (ragazzi del sud Sardegna)
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lunedì 3 settembre 2012
SFRUTTAMENTO MINORILE
Lo sfruttamento minorile nell'800
L’espressione lavoro minorile è oggi utilizzata per definire l’impiego di minori in generale, specialmente per lavori che potrebbero interferire con la loro educazione o danneggiare la loro salute.
L’utilizzo di manodopera minorile non fu considerato un problema sociale fino alla Rivoluzione industriale, che introdusse diversi tempi e ritmi di lavoro , mutandone completamente l’organizzazione.
Poiché la Gran Bretagna fu la prima a sperimentare la Rivoluzione industriale, essa fu anche la prima a manifestare particolari problemi di lavoro minorile nella produzione industriale.
Alla fine dell’ottavo secolo, i possessori di cotonifici raccoglievano gli orfani e i figli di famiglie povere in tutto il paese, utilizzandoli in cambio del semplice mantenimento; in alcuni casi, fanciulli di cinque e sei anni erano costretti a lavorare dalle tredici alle sedici ore al giorno.
Le cattive condizioni imposte ai fanciulli poveri ben presto si generalizzarono.
I risultati erano l’analfabetismo, l’ulteriore impoverimento di famiglie già povere e una moltitudine di fanciulli ammalati e storpi.
Dopo il 1878 entrò in vigore, in Gran Bretagna, la prima legislazione significativa che vietava ai bambini minori di dieci anni il lavoro, e ai datori la riduzione di utilizzo di fanciulli tra i dieci e i quattordici anni.
Lo sviluppo del sistema industriale generò anche in altre nazioni uno sfruttamento del lavoro minorile simile a quello che si verificava in Gran Bretagna.
Nei primi anni del nono secolo i bambini tra i sette e i dodici anni costituivano un terzo della manodopera delle fabbriche statunitensi.
La moderna legislazione sul lavoro minorile nel mondo industrializzato è normalmente legata alla legislazione scolastica sulla frequenza a scuola.
Sebbene sia vietato alla maggior parte delle fabbriche e delle attività di utilizzare personale minorile per impieghi a tempo pieno, i fanciulli vengono largamente impiegati nel “primo” e nel “secondo” mondo in lavori d’altro genere o part-time.
I.C. Collodi Sturzo - Serena Vulpitta
martedì 12 giugno 2012
GIORNATA MONDIALE CONTRO IL LAVORO MINORILE
12 GIUGNO 2012 -
GIORNATA MONDIALE
CONTRO IL LAVORO MINORILE
Sono ben 215 milioni, di cui più di mezzo milione coinvolti nelle forme peggiori di lavoro minorile, con un impatto oltremodo negativo sulla loro formazione e crescita. (stime ILO)
Sono 115 milioni quelli che ogni giorno rischiano di perdere la vita e compromettere la loro salute con lavori pericolosi. La comunità internazionale si è impegnata a eliminare il lavoro pericoloso, una delle peggiori forme di lavoro minorile, entro il 2016.
Nuove stime, rese note lo scorso 1 giugno, ci dicono che circa 5 milioni di bambini e bambine sono vittime del lavoro forzato, che comprende condizioni tra cui lo sfruttamento sessuale e la servitù per debiti, e questa cifra è senza dubbio sottostimata.
L’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) è l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di promuovere il lavoro dignitoso e produttivo in condizioni di libertà, uguaglianza, sicurezza e dignità umana per uomini e donne. I suoi principali obiettivi sono: promuovere i diritti dei lavoratori, incoraggiare l’occupazione in condizioni dignitose, migliorare la protezione sociale e rafforzare il dialogo sulle problematiche del lavoro.
L’ILO è l’unica agenzia delle Nazioni Unite con una struttura tripartita: i rappresentanti dei governi, degli imprenditori e dei lavoratori determinano congiuntamente le politiche ed i
programmi dell’Organizzazione.L’ILO è l’organismo internazionale responsabile dell’adozione e dell’attuazione delle norme internazionali del lavoro. Forte dei suoi 184 Stati membri, l’ILO si prefigge di assicurare che le norme del lavoro siano rispettate sia nei principi che nella pratica.
Informazioni e iniziative
http://www.ilo.org/rome/ risorse-informative/ per-la-stampa/ comunicati-stampa/ WCMS_182781/lang--it/ index.htm
lunedì 31 ottobre 2011
FORUM GIOVANI
VENERDI 28 OTTOBRE IL COMUNE DI SASSARI HA INVITATO I GIOVANI STUDENTI DELLE SCUOLE SECONDARIE DELLA CITTA' AL FORUMGIOVANI
FORUM GIOVANI
E' un progetto che nasce con l'obiettivo di favorire la cittadinanza attiva, la partecipazione e il dialogo con le giovani generazioni, per orientare le scelte dell’Amministrazione comunale nella programmazione delle politiche giovanili a media e lunga scadenza, a livello locale.
sabato 27 agosto 2011
martedì 31 maggio 2011
SASSARI - Centro di aggregazione giovani e agoralaboratori
Uno spazio “aperto” dove i giovani e le loro famiglie possono passare del tempo libero insieme, coinvolti in varie attività, attraverso la partecipazione e lo stimolo verso stili di cittadinanza attiva.
Nasce su un progetto dell’Assessorato alle Politiche Sociali, il Centro Poliss, il primo Spazio Giovani grazie alla sensibile e attiva collaborazione del Tribunale di Sassari e del Consiglio d’aiuto, l’organismo proprietario dei locali del centro che vennero dati in comodato al Comune.
La struttura circondata da un ampio spazio verde situata in via Baldedda n. 15 nel quartiere di Monte Rosello ospitava in passato la Comunità Alloggio del Comune di Sassari “Il Veliero”.
Ora il centro si propone come spazio attivo volto a superare le barriere anagrafiche ed incentivare lo spirito partecipativo di tutti coloro che, aldilà dell’età, intendono proporre iniziative e partecipare alla vita del centro.
Il momento dell'inaugurazione.Il Centro Poliss, nato in seno al recente Servizio per la Promozione dell’Autonomia Giovanile, offre una vasta gamma di opportunità per l’uso costruttivo del tempo libero e consente di avviare percorsi di autonomia e di favorire gli scambi intergenerazionali. L’impegno dei ragazzi coinvolti e degli operatori potrà consentire al Centro di diventare un punto di riferimento per tutta la città e anche, eventualmente, di accogliere le difficoltà che gli stessi giovani e le famiglie possono trovarsi ad affrontare nei percorsi di crescita ed educativi.
Poliss riserva uno spazio anche ai più piccoli per giochi, attività di socializzazione e periodiche feste a tema. Già dai prossimi mesi, con la collaborazione delle famiglie, si intende attivare uno Spazio Genitori Permanente, destinato a tutti coloro che intendono incontrarsi per socializzare e condividere momenti di intrattenimento e confronto, anche attraverso la proposta e l’organizzazione di eventi aperti alla città: mostre, esposizioni, incontri dibattito.
NUMERI E INDIRIZZI UTILI
Centro Poliss via Baldedda n. 15 tutti i giorni dal lunedì al venerdì.
telefono 079 -2595094, sms 3881757332
e mail poliss@comune.sassari.it
CENTRO SOCIO-EDUCATIVO: offre uno spazio strutturato, in orari diurni, per minori e giovani in situazione di particolare difficoltà personale a favore dei quali vengono offerti interventi e progetti personalizzati d’aiuto e di sostegno, di recupero scolastico, di promozione dell’autonomia attraverso la ricerca di opportunità formative professionali e di crescita sociale e culturale;
PROGETTI AGORÀ: vasta gamma di attività di animazione, comprendenti laboratori di varie arti espressive (teatro, musica, cinema, vetro, riciclo, ecc) che si realizzano in centri di aggregazione “diffusi” nei diversi quartieri della città e dell’agro, oltre che nel centro Poliss;
SPORTELLO D’ASCOLTO E SPAZIO PROPOSTE: rivolto ai giovani e alle famiglie, offre un aiuto nella comprensione e gestione dei problemi, piccoli e grandi, che si incontrano giornalmente.
Lo sportello accoglie inoltre idee e proposte di progetti per il tempo libero e per l’aggregazione giovanile ed un apposito spazio, all’interno del sito internet del Comune di Sassari, fornisce tutte le informazioni sulla programmazione delle attività e riceve proposte, critiche e suggerimenti, info poliss@comune.sassari.it
INTERVENTI DI CONTRASTO ALLA DISPERSIONE SCOLASTICA: monitoraggio delle situazioni segnalate direttamente dalle scuole e l’attivazione di progetti di sostegno psico – sociale, educativo e scolastico;
INTERVENTI DI ASSISTENZA SPECIALISTICA SCOLASTICA AI MINORI E GIOVANI DIVERSAMENTE ABILI: caratterizzati da una forte valenza educativa, mirano a ridefinire la qualità dell’assistenza specialistica e far acquisire una maggiore autonomia ai destinatari, garantendo il diritto allo studio. Un tavolo di lavoro permanente composto dai vari attori istituzionali coinvolti, dalle famiglie e da una pedagogista coordinatrice, opera per programmare e realizzare interventi personalizzati.


Agorà nasce con l’obiettivo di innovare e diversificare l’offerta di iniziative di aggregazione e socializzazione. Lo scopo è quello di promuovere e valorizzare le diverse forme di espressione artistica e incentivare l’accesso ad esperienze di animazione sportiva, ambientale, turistica e culturale. Sono un migliaio i giovani che nelle precedenti edizioni hanno partecipato ai laboratori, 500 nella prima edizione (2007) e altri 500 nella seconda (2009).
Il Comune di Sassari, assessorato alle Politiche sociali ha indetto quest’anno per la terza volta il bando per la realizzazione di progetti di animazione socioculturale e socioeducativa. I più validi sono diventati dei laboratori rivolti ai giovani tra gli 11 e i 29 anni che amplieranno l’offerta di iniziative socio – culturali in città e nei comuni di Porto Torres e Stintino, partner del progetto inserito nell’ambito della programmazione del Piano Locale dei Servizi alla Persona (PLUS).
Cinema, musica, vela, danza, equitazione e tanto altro: scoprili tutti cliccando qui!
N.B. Per partecipare ai laboratori è necessario possedere la residenza in uno dei tre comuni coinvolti: Sassari, Porto Torres o Stintino.
http://www.agoralaboratori.it/centro-poliss/
Nasce su un progetto dell’Assessorato alle Politiche Sociali, il Centro Poliss, il primo Spazio Giovani grazie alla sensibile e attiva collaborazione del Tribunale di Sassari e del Consiglio d’aiuto, l’organismo proprietario dei locali del centro che vennero dati in comodato al Comune.
La struttura circondata da un ampio spazio verde situata in via Baldedda n. 15 nel quartiere di Monte Rosello ospitava in passato la Comunità Alloggio del Comune di Sassari “Il Veliero”.
Ora il centro si propone come spazio attivo volto a superare le barriere anagrafiche ed incentivare lo spirito partecipativo di tutti coloro che, aldilà dell’età, intendono proporre iniziative e partecipare alla vita del centro.
Il momento dell'inaugurazione.Il Centro Poliss, nato in seno al recente Servizio per la Promozione dell’Autonomia Giovanile, offre una vasta gamma di opportunità per l’uso costruttivo del tempo libero e consente di avviare percorsi di autonomia e di favorire gli scambi intergenerazionali. L’impegno dei ragazzi coinvolti e degli operatori potrà consentire al Centro di diventare un punto di riferimento per tutta la città e anche, eventualmente, di accogliere le difficoltà che gli stessi giovani e le famiglie possono trovarsi ad affrontare nei percorsi di crescita ed educativi.
Poliss riserva uno spazio anche ai più piccoli per giochi, attività di socializzazione e periodiche feste a tema. Già dai prossimi mesi, con la collaborazione delle famiglie, si intende attivare uno Spazio Genitori Permanente, destinato a tutti coloro che intendono incontrarsi per socializzare e condividere momenti di intrattenimento e confronto, anche attraverso la proposta e l’organizzazione di eventi aperti alla città: mostre, esposizioni, incontri dibattito.
NUMERI E INDIRIZZI UTILI
Centro Poliss via Baldedda n. 15 tutti i giorni dal lunedì al venerdì.
telefono 079 -2595094, sms 3881757332
e mail poliss@comune.sassari.it
CENTRO SOCIO-EDUCATIVO: offre uno spazio strutturato, in orari diurni, per minori e giovani in situazione di particolare difficoltà personale a favore dei quali vengono offerti interventi e progetti personalizzati d’aiuto e di sostegno, di recupero scolastico, di promozione dell’autonomia attraverso la ricerca di opportunità formative professionali e di crescita sociale e culturale;
PROGETTI AGORÀ: vasta gamma di attività di animazione, comprendenti laboratori di varie arti espressive (teatro, musica, cinema, vetro, riciclo, ecc) che si realizzano in centri di aggregazione “diffusi” nei diversi quartieri della città e dell’agro, oltre che nel centro Poliss;
SPORTELLO D’ASCOLTO E SPAZIO PROPOSTE: rivolto ai giovani e alle famiglie, offre un aiuto nella comprensione e gestione dei problemi, piccoli e grandi, che si incontrano giornalmente.
Lo sportello accoglie inoltre idee e proposte di progetti per il tempo libero e per l’aggregazione giovanile ed un apposito spazio, all’interno del sito internet del Comune di Sassari, fornisce tutte le informazioni sulla programmazione delle attività e riceve proposte, critiche e suggerimenti, info poliss@comune.sassari.it
INTERVENTI DI CONTRASTO ALLA DISPERSIONE SCOLASTICA: monitoraggio delle situazioni segnalate direttamente dalle scuole e l’attivazione di progetti di sostegno psico – sociale, educativo e scolastico;
INTERVENTI DI ASSISTENZA SPECIALISTICA SCOLASTICA AI MINORI E GIOVANI DIVERSAMENTE ABILI: caratterizzati da una forte valenza educativa, mirano a ridefinire la qualità dell’assistenza specialistica e far acquisire una maggiore autonomia ai destinatari, garantendo il diritto allo studio. Un tavolo di lavoro permanente composto dai vari attori istituzionali coinvolti, dalle famiglie e da una pedagogista coordinatrice, opera per programmare e realizzare interventi personalizzati.
| Indirizzo | |
|---|---|
| Telefono | 079 2595094 |
Agorà nasce con l’obiettivo di innovare e diversificare l’offerta di iniziative di aggregazione e socializzazione. Lo scopo è quello di promuovere e valorizzare le diverse forme di espressione artistica e incentivare l’accesso ad esperienze di animazione sportiva, ambientale, turistica e culturale. Sono un migliaio i giovani che nelle precedenti edizioni hanno partecipato ai laboratori, 500 nella prima edizione (2007) e altri 500 nella seconda (2009).
Il Comune di Sassari, assessorato alle Politiche sociali ha indetto quest’anno per la terza volta il bando per la realizzazione di progetti di animazione socioculturale e socioeducativa. I più validi sono diventati dei laboratori rivolti ai giovani tra gli 11 e i 29 anni che amplieranno l’offerta di iniziative socio – culturali in città e nei comuni di Porto Torres e Stintino, partner del progetto inserito nell’ambito della programmazione del Piano Locale dei Servizi alla Persona (PLUS).
Cinema, musica, vela, danza, equitazione e tanto altro: scoprili tutti cliccando qui!
N.B. Per partecipare ai laboratori è necessario possedere la residenza in uno dei tre comuni coinvolti: Sassari, Porto Torres o Stintino.
I laboratori sono aperti a tutti i ragazzi tra gli 11 e i 29 anni residenti nei comuni di Sassari, Porto Torres e Stintino. | |
| Sito Web |
| Informazioni |
|---|
Il Comune Sassari, in collaborazione con altri enti, associazioni e vari soggetti pubblici e privati, organizza attività ricreativo-formative GRATUITE per ragazzi. Info: agora@comune.sassari.it info@valeriamameli.com ufficiostampa@valeriamameli.com | |
| Prodotti | Corsi e laboratori gratuiti di varie discipline |
|---|---|
| Trasporti pubblici | Autobus n.3 e n.1 |
agora@comune.sassari.it info@valeriamameli.com ufficiostampa@valeriamameli.com |
http://www.agoralaboratori.it/centro-poliss/
mercoledì 16 marzo 2011
17 MARZO 1861 - 17 MARZO 2011 150 ANNI DI UNITA'
”E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.
E’ compito di rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana:
quindi dare lavoro a tutti, dare una giusta retribuzione a tutti, dare una scuola a tutti, dare a tutti gli uomini dignità di uomo.
Soltanto quando questo sarà raggiunto, si potrà veramente dire che la formula contenuta nell’art. primo- “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro “- corrisponderà alla realtà.
Perché fino a che non c’è questa possibilità per ogni uomo di lavorare e di studiare e di trarre con sicurezza dal proprio lavoro i mezzi per vivere da uomo, non solo la nostra Repubblica non si potrà chiamare fondata sul lavoro, ma non si potrà chiamare neanche democratica
perché una democrazia in cui non ci sia questa uguaglianza di fatto, in cui ci sia soltanto una uguaglianza di diritto, è una democrazia puramente formale, non è una democrazia in cui tutti i cittadini veramente siano messi in grado di concorrere alla vita della società, di portare il loro miglior contributo, in cui tutte le forze spirituali di tutti i cittadini siano messe a contribuire a questo cammino, a questo progresso continuo di tutta la società.http://www.legroma.osservatoriodeilaici.com/wpress_it_IT_292XXL/?p=621
17 MARZO 1861 - 17 MARZO 2011 150 ANNI DI UNITA'
Calamandrei – Discorso agli studenti milanesi (1955)
L'IMPEGNO
E allora voi capite da questo che la nostra costituzione è in parte una realtà, ma soltanto in parte è una realtà. In parte è ancora un programma, un ideale, una speranza, un impegno di lavoro da compiere. Quanto lavoro avete da compiere! Quanto lavoro vi sta dinanzi!
E‘ stato detto giustamente che le costituzioni sono anche delle polemiche, che negli articoli delle costituzioni c’è sempre anche se dissimulata dalla formulazione fredda delle disposizioni, una polemica. Questa polemica, di solito è una polemica contro il passato, contro il passato recente, contro il regime caduto da cui è venuto fuori il nuovo regime.
Se voi leggete la parte della costituzione che si riferisce ai rapporti civili politici, ai diritti di libertà, voi sentirete continuamente la polemica contro quella che era la situazione prima della Repubblica, quando tutte queste libertà, che oggi sono elencate e riaffermate solennemente, erano sistematicamente disconosciute. Quindi, polemica nella parte dei diritti dell’uomo e del cittadino contro il passato.
Ma c’è una parte della nostra costituzione che è una polemica contro il presente, contro la società presente. Perché quando l’art. 3 vi dice: “ E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona umana” riconosce che questi ostacoli oggi vi sono di fatto e che bisogna rimuoverli. Dà un giudizio, la costituzione, un giudizio polemico, un giudizio negativo contro l’ordinamento sociale attuale, che bisogna modificare attraverso questo strumento di legalità, di trasformazione graduale, che la costituzione ha messo a disposizione dei cittadini italiani. Ma non è una costituzione immobile che abbia fissato un punto fermo, è una costituzione che apre le vie verso l’avvenire. Non voglio dire rivoluzionaria, perché per rivoluzione nel linguaggio comune s’intende qualche cosa che sovverte violentemente, ma è una costituzione rinnovatrice, progressiva, che mira alla trasformazione di questa società
in cui può accadere che, anche quando ci sono, le libertà giuridiche e politiche siano rese inutili dalle disuguaglianze economiche, dalla impossibilità per molti cittadini di essere persone e di accorgersi che dentro di loro c’è una fiamma spirituale che se fosse sviluppata in un regime di perequazione economica, potrebbe anche essa contribuire al progresso della società. Quindi, polemica contro il presente in cui viviamo e impegno di fare quanto è in noi per trasformare questa situazione presente.
17 MARZO 1861 - 17 MARZO 2011 150 ANNI DI UNITA'
Calamandrei – Discorso agli studenti milanesi (1955)
L'INDIFFERENTISMO E LA RESPONSABILITA'
L'INDIFFERENTISMO E LA RESPONSABILITA'
Però, vedete, la costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé.
La Costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé. La Costituzione è un pezzo di carta, la lascio cadere e non si muove: perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile; bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità. Per questo una delle offese che si fanno alla Costituzione è l’indifferenza alla politica. È un po’ una malattia dei giovani l’indifferentismo. «La politica è una brutta cosa. Che me n’importa della politica?». Quando sento fare questo discorso, mi viene sempre in mente quella vecchia storiellina che qualcheduno di voi conoscerà: di quei due emigranti, due contadini che traversano l’oceano su un piroscafo traballante. Uno di questi contadini dormiva nella stiva e l’altro stava sul ponte e si accorgeva che c’era una gran burrasca con delle onde altissime, che il piroscafo oscillava. E allora questo contadino impaurito domanda ad un marinaio: «Ma siamo in pericolo?» E questo dice: «Se continua questo mare tra mezz’ora il bastimento affonda». Allora lui corre nella stiva a svegliare il compagno. Dice: «Beppe, Beppe, Beppe, se continua questo mare il bastimento affonda». Quello dice: «Che me ne importa? Unn’è mica mio!». Questo è l’indifferentismo alla politica.
La Costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé. La Costituzione è un pezzo di carta, la lascio cadere e non si muove: perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile; bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità. Per questo una delle offese che si fanno alla Costituzione è l’indifferenza alla politica. È un po’ una malattia dei giovani l’indifferentismo. «La politica è una brutta cosa. Che me n’importa della politica?». Quando sento fare questo discorso, mi viene sempre in mente quella vecchia storiellina che qualcheduno di voi conoscerà: di quei due emigranti, due contadini che traversano l’oceano su un piroscafo traballante. Uno di questi contadini dormiva nella stiva e l’altro stava sul ponte e si accorgeva che c’era una gran burrasca con delle onde altissime, che il piroscafo oscillava. E allora questo contadino impaurito domanda ad un marinaio: «Ma siamo in pericolo?» E questo dice: «Se continua questo mare tra mezz’ora il bastimento affonda». Allora lui corre nella stiva a svegliare il compagno. Dice: «Beppe, Beppe, Beppe, se continua questo mare il bastimento affonda». Quello dice: «Che me ne importa? Unn’è mica mio!». Questo è l’indifferentismo alla politica.
"LA LIBERTA' E' COME L'ARIA" Calamandrei – Discorso agli studenti milanesi (1955)
17 MARZO 1861 - 17 MARZO 2011
150 ANNI DI UNITA'
Calamandrei – Discorso agli studenti milanesi (1955)LA LIBERTA' E' COME L'ARIA
È così bello, è così comodo! è vero? è così comodo! La libertà c’è, si vive in regime di libertà. C’è altre cose da fare che interessarsi alla politica! Eh, lo so anche io, ci sono… Il mondo è così bello vero? Ci sono tante belle cose da vedere, da godere, oltre che occuparsi della politica! E la politica non è una piacevole cosa. Però la libertà è come l’aria. Ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso di asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentito per vent’anni e che io auguro a voi giovani di non sentire mai.
E vi auguro di non trovarvi mai a sentire questo senso di angoscia, in quanto vi auguro di riuscire a creare voi le condizioni perchè questo senso di angoscia non lo dobbiate provare mai, ricordandovi ogni giorno che sulla libertà bisogna vigilare, vigilare dando il proprio contributo alla vita politica…
17 MARZO 1861 - 17 MARZO 2011 150 ANNI DI UNITA'
Calamandrei – Discorso agli studenti milanesi (1955)
VOI GIOVANI DOVETE FARLA VIVERE
VOI GIOVANI DOVETE FARLA VIVERE
Quindi voi giovani alla Costituzione dovete dare il vostro spirito, la vostra gioventù, farla vivere, sentirla come vostra; metterci dentro il vostro senso civico, la coscienza civica; rendersi conto (questa è una delle gioie della vita), rendersi conto che nessuno di noi nel mondo è solo, che siamo in più, che siamo parte, parte di un tutto, un tutto nei limiti dell’Italia e del mondo.
domenica 6 marzo 2011
ragazzi per male - la parola agli studenti
Gli studenti della III A elettrotecnica hanno assistito allo spettacolo e successivamente hanno scritto le loro impressioni in classe. Tutti i temi sono stati scritti con partecipazione dimostrando che l'opera che hanno visto a teatro li ha colpiti ed interessati. Questi sono due esempi dei lavori svolti.
SASSARI- ORIGINALE RAPPRESENTAZIONE TEATRALE AL TEATRO VERDI
Il giorno 19 gennaio la mia classe si è recata al Teatro Verdi in via Politeama a Sassari in occasione della rappresentazione diretta da Francesco Apolloni dal titolo “Ragazzi per male”.Al Verdi erano presenti moltissimi studenti di tutte le scuole della città. Quando si sono accomodati tutti quanti, è iniziato lo spettacolo sotto forma di esibizione collettiva, con Francesco che animava e dirigeva la platea e il palcoscenico. Questo è stato solo l’inizio, come introduzione ad un racconto di vita di due ragazzi di San Patrignano.Con l’esibizione si è voluta dimostrare la difficoltà ad esprimersi in pubblico, anche solo per cantare una canzone o ballare. Questo è servito per sottolineare che tutti hanno dentro qualcosa di buono e di speciale, ma non sempre si ha il coraggio di esprimerlo, e anche per introdurre in scena i due ragazzi che dovevano raccontare la propria storia piena di difficoltà.Dalle storie di questi ragazzi è emerso che hanno avuto un’infanzia molto difficile, segnata da problemi psicologici e di solitudine, a causa della difficoltà che avevano di interagire con il resto della società, a cui hanno creduto di rimediare con la droga.Credo che ci sia un significato ben preciso in questa rappresentazione teatrale, e quindi nelle storie di questi due ragazzi: hanno voluto raccontare e condividere con tutti la propria vita per evitare che qualcuno possa trovarsi nella loro situazione e quindi cadere nei loro stessi errori. Queste storie succedono perché la realtà adolescenziale è una situazione molto difficile. I giovani sono molto suscettibili non avendo reali punti di riferimento ed una guida nella loro vita, soprattutto nei tempi attuali e con la facile circolazione di droghe.E’ stata una rappresentazione molto toccante e mi ha colpito particolarmente in quanto io non sarei mai riuscito ad aprirmi a tutti raccontando la mia storia, soprattutto se così difficile. Ammiro molto i due ragazzi per questo motivo e per quello che hanno fatto per tutti gli altri raccontando la loro terribile esperienza.E’ stata una bella ed interessante lezione a teatro.
MATTIA- III A EL
DOSI ADOLESCENZIALI
Mercoledì 19 gennaio: una giornata che sembrava come le altre, andare al teatro a vedere chissà cosa.. forse uno spettacolo comico? No, si è trattato di un’intervista su ciò che oggi purtroppo è un problema che interessa tutti, direttamente o indirettamente. Un qualcosa di orribile, che distrugge un essere umano, qualcosa che dal primo momento crea dipendenza: la droga.Gli intervistati erano due ragazzi ex tossicodipendenti, che hanno cominciato con la ricerca di nuove esperienze, di nuove sensazioni, nell’età adolescenziale. Due situazioni familiari differenti, ma due storie sulla dipendenza quasi identiche. Un ragazzo dell’Emilia Romagna, un ragazzo di Sassari. Il primo in famiglia aveva tre punti da seguire: rispetto ordine disciplina; l’altro aveva tre punti differenti: casino casino casino. Ciò in cui assomigliavano le loro famiglie era la scarsa presenza dei genitori.Entrambi iniziano con droghe leggere, marijuana o hascisc, per poi passare a sostanze che avranno un peso enorme sulla loro vita: arrivano ad usare cocaina ed eroina, due droghe pesanti, che danno emozioni incredibili, iperattività o rilassatezza.Il ragazzo emiliano, Alberto, per comprare la droga è diventato anche spacciatore e ladro. Il ragazzo di Sassari, Luca invece ha finito col drogarsi in casa con la madre. Entrambi arrestati, arrivati al fondo della loro tragedia, sono riusciti a risollevarsi entrando in comunità.Sul palcoscenico loro due parlavano, a turno. Ogni volta che parlavano di una droga, nel maxischermo venivano proiettate le immagini riguardanti le droghe citate; particolarmente forti quelle sull’eroina e la cocaina. In quella della “coca” si vedeva la reazione degli occhi: la pupilla si dilatava fino a coprire quasi tutto l’iride. Avviene al contrario con l’eroina: la pupilla si stringeva come se stesse per scomparire.Sentire e vedere quest’intervista è stata un’esperienza scioccante e abbastanza toccante. Le ansie, le assenze, la voglia di trasgressione che hanno accompagnato i due ragazzi sulla strada della droga erano sottolineati dalle interruzioni di video e canzoni, interpretate da loro stessi, organizzati dalla regia in modo che trasmettessero le emozioni al pubblico.Nel centro sociale i ragazzi hanno imparato a svolgere attività coinvolgenti, in modo da distogliere il pensiero dall’assunzione di sostanze stupefacenti. Hanno imparato a ritrovare i propri sogni, perché tutti hanno dei sogni, ma per paura, per difficoltà, per mancanza di autostima, non riescono a realizzarli e al primo fallimento si abbandonano alla dipendenza della droga. Credono sia un modo per sentirsi meglio, per risolvere i problemi, quando invece con essa i problemi aumentano.Una poesia dice “Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo”: ha ragione. Se abbiamo un sogno dobbiamo far di tutto per riuscire a realizzarlo.Purtroppo la droga è diffusissima tra i giovani e chi ha problemi nella vita cerca rifugio in essa. Io amo informarmi sulle droghe, è un argomento che mi affascina, ma sono pienamente consapevole che sono pericolose e mai ne farò uso. L’effetto delle droghe è inizialmente soprattutto psicologico, perché è la mente che entra in dipendenza quando la droga sollecita il sistema nervoso con allucinazioni piacevoli o relax mentale. Questo effetto psicologico rende particolarmente difficile, quasi impossibile, combatterla e sconfiggerla.
MARCO III A EL
martedì 8 febbraio 2011
essere rivoluzionari
"A un bambino bisogna insegnare a essere un rivoluzionario, nel senso di cercare sempre il bene maggiore da donare agli altri per migliorarne l’esistenza. Lo scopo della vita non può essere accumulare denaro, ma creare rapporti d’amore".
Giovanni Bollea
mercoledì 19 gennaio 2011
ragazzi per male
Oggi al TEATRO VERDI abbiamo assistito ad un emozionante spettacolo sul disagio giovanile
http://www.sanpatrignano.org/
http://www.wefree.it/ragazzi_permale
Luca
Mi sono reso conto che intorno a me tutto era buio, ma ora ho capito che l’unico modo per vedere veramente è aprire gli occhi. La persona forte non è colui che non cade mai, ma chi cadendo trova la forza di rialzarsi!
Vai al blog
Riccardo
Pensavo di non credere in niente, ma avevo solo bisogno di credere in me stesso.
Vai al blog
Francesco Apolloni
Scrittore, regista e attore, Francesco Apolloni si è sempre distinto nel panorama artistico italiano (e non solo). Diplomato all’Accademia d’Arte Drammatica Silvio d’Amico. Assistente alla regia con Gianni Amelio ne ‘Il ladro di bambini’ (1992) e con Franco Grimaldi in ‘Una vita in gioco'
http://www.sanpatrignano.org/
http://www.wefree.it/ragazzi_permale
I protagonisti
Mi sono reso conto che intorno a me tutto era buio, ma ora ho capito che l’unico modo per vedere veramente è aprire gli occhi. La persona forte non è colui che non cade mai, ma chi cadendo trova la forza di rialzarsi!
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Pensavo di non credere in niente, ma avevo solo bisogno di credere in me stesso.
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Scrittore, regista e attore, Francesco Apolloni si è sempre distinto nel panorama artistico italiano (e non solo). Diplomato all’Accademia d’Arte Drammatica Silvio d’Amico. Assistente alla regia con Gianni Amelio ne ‘Il ladro di bambini’ (1992) e con Franco Grimaldi in ‘Una vita in gioco'
martedì 18 gennaio 2011
LUCE E OMBRA DENTRO DI NOI
PAURE E BISOGNI DELL’ADOLESCENZA
L'adolescenza è definibile come un periodo di passaggio caratterizzato da un percorso che cela e rivela insidie e difficoltà.
È un transito che evoca l'immagine del ponte,quel ponte che collega passato e futuro; un ponte sospeso e 'sconnesso'.
La dimensione psicologica che vi si attiva indirizza verso la ricerca di una identità personale.
Le spinte conflittuali tra essere e apparire, tra bisogno di dipendenza e desiderio di autonomia generano atteggiamenti contraddittori.
Trasgressivi e estrovertiti gli uni, regressivi e introvertiti gli altri.
L'adolescente a volte appare isolato dal contesto familiare e sociale — la propria stanza ad esempio è vissuta come uno 'spazio sacro', il luogo della solitudine, del silenzio, del pianto, dell'attività fantastica e immaginativa — ma al contempo è facile osservare quello stesso ragazzo inserito nel gruppo dei pari con i quali si affaccia al mondo per 'provare' anche se stesso.
I modelli genitoriali, inoltre, tendono a essere contestati e depotenziati, perdono cioè quel valore caratteristico delle età precedenti.
Inizia, infatti, in questo periodo l'esigenza di rispecchiarsi in immagini nuove; è la ricerca di un 'ideale' a cui tendere, ideale che possa esprimere gli inquietanti moti interiori vissuti e indicare una strada che plachi l'ansia delle paure “abbandoniche” e del timore di crescere.
Anna Maria Sassone
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle i piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare. Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
felicità.
Martha Medeiros
giovedì 6 gennaio 2011
BUON ANNO DA UN ARTICOLO DI MARCO LODOLI SU TISCALI
Abbasso i pessimisti: una poesia sulla gioia li seppellirà
di Marco Lodoli
Tutt’or ch’io dirò “gioi’”, gioiva cosa,
intenderete che di voi favello,
che gioia sete di beltà gioiosa
e gioia di piacer gioioso e bello,
e gioia in cui gioioso avvenir riposa,
gioi’ d’adornezze e gioi’ di cor asnello,
gioia in cui viso e gioi’ tant’amorosa
ched’è gioiosa gioi’ mirare in ello.
Gioi’ di voler e gioi’ di pensamento
E gioi’ di dire e gioi’ di far gioioso
E gioi’ d’onni gioioso movimento:
per ch’io, gioiosa gioi’, sì disioso
di voi mi trovo, che mai gioi’ non sento
se ‘n vostra gioi’ il meo cor non riposo.
GUITTONE D'AREZZO
gioiva cosa è l’amata, ovviamente, che Guittone chiama semplicemente “gioi’”, perché il nome vero, terreno, quotidiano, non va svelato.
Il “cor asnello” è il corpo snello.
“Gioia in cui viso” significa “gioia in cui appunto lo sguardo”.
Ora recitatela a voce alta due o tre volte:
sentirete quanto è piena d’energia e anche allegra questa poesia d’amore.
Io l’ho letta ai miei studenti e si sono divertiti, hanno fatto un pieno d’euforia.
E allora che sia un buon anno per noi italiani: leggiamo qualche poesia in più, nei versi spesso tira un vento che gonfia la vela.
LEGGETE IL RESTO DELL'ARTICOLO DI MARCO LODOLI SULLA GIOIA E IL PESSIMISMO:
Per istinto e per filosofia sono pessimista: mi fa male alla testa e al cuore sapere che le cose finiranno, che tante cose sono già finite, che un giorno non ci sarà più la vita, la mia, la tua, amore mio, quella apparentemente infinita dell’universo.
Proprio per questo pessimismo metafisico, trovo insopportabili i piagnoni, i lamentosi, i cupi a oltranza, tutti quelli che aggiungono secchiate di nero e di buio all’esistenza.
Sul fondo scuro della vita tutto risalta luminoso, come i brillanti sul velluto nero del gioielliere. Ogni giorno, ogni ora, ogni minuto versano nei miei occhi assetati acqua fresca.
Insomma: sono pessimista, ma canto in Vespa.
La vedo dura, e mi godo le castagne, il gelato, il sole.
E così oggi, da bravo professore di lettere (neanche tanto bravo, a dire il vero, si può fare di più), vorrei proporre ai nostri lettori una poesia che sarebbe bello sentir recitare da Roberto Benigni.
Siamo nella seconda metà del Duecento, ma siamo anche nei primi giorni del 2011. Siamo nel tempo, insomma, nel flusso che scorre: cerchiamo di non opporci come pietre sommerse, cerchiamo di sentire il ritmo, di sentirlo con gioia, come evidentemente, reiteratamente suggerisce Guittone d’Arezzo, l’autore di questa festosa acrobazia linguistica.
05 gennaio 2011
ttp://notizie.tiscali.it/articoli/collaboratori/lodoli/11/01/poesia-gioia.html
martedì 4 gennaio 2011
GIOVANI E SESSO
DA SEGNALARE UN INTERESSANTE BLOG DEL PROGETTO GIOVANI PALERMO
SE VUOI RISPOSTE SULL'ARGOMENTO "SESSO" CLICCA QUI
http://www.progettogiovanipalermo.it/index.php?option=com_content&view=article&id=131&Itemid=44
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domenica 31 ottobre 2010
“TANTO GENTILE E TANTO ONESTA PARE”
“TANTO GENTILE E TANTO ONESTA PARE” Dante- Vita Nova -
Tanto gentile e tanto onesta pare
la donna mia quand'ella altrui saluta,
ch'ogne lingua deven tremando muta,
e li occhi no l'ardiscon di guardare.
Ella si va, sentendosi laudare,
benignamente d'umiltà vestuta;
e par che sia una cosa venuta
da cielo in terra a miracol mostrare.
Mostrasi sì piacente a chi la mira,
che dà per li occhi una dolcezza al core,
che 'ntender non la può chi no la prova;
e par che da la sua labbia si mova
uno spirto soave pien d'amore,
che va dicendo a l'anima: Sospira.
L’amore di Dante per Beatrice è uno degli amori più famosi della letteratura italiana, un amore espresso da Dante secondo il raffinatissimo galateo di quei tempi.L’amore che prova Dante è così forte che gli altri guardano e notano solo la sua Beatrice, bella e gentile, addirittura come un miracolo divino, che solo allo sguardo suscita una inesprimibile dolcezza.La figura di Beatrice è il miglior confronto con l’”anima gemella” di cui si parla sempre. Ognuno di noi cerca la propria Beatrice per vivere le migliori emozioni del mondo e per completarsi sia nel carattere che fisicamente.Dante ha un amore molto forte per Beatrice, a tal punto da venerarla e da descriverla come la più bella e dolce di tutte le donne esistenti al mondo; si può paragonare perfettamente all’amore di oggi, per quello che ne rimane, visto che i giovani di oggi pensano soprattutto all’aspetto fisico invece di notare la bellezza interiore data dal carattere e dall’animo. L’amore per me è la cosa più bella del mondo, anche se, quando purtroppo finisce, lascia un’impressione di vuoto e di nullità nella persona ferita; sembra proprio che il dolore provato sia come se ti si spezzi il cuore. Ed è la cosa più brutta che può capitare ad una persona.
Antonio S.
Nella poesia Dante descrive la donna come un miracolo. Negli ultimi tempi l’amore di cui parla Dante può sembrare un po’ esagerato; questo non vuol dire che le donne devono essere trattate come “oggetto”, però non sono più considerate come una volta. Oggi, per esempio, viene notata meno la bellezza interiore e più quella esteriore.
Marco S.
Al giorno d’oggi la bellezza e la gentilezza non sono considerate così come nella poesia di Dante, e non si hanno più da provare in amore nè ansie, paure, né il sentirsi migliori . Ora tra ragazzi e ragazze non si prova niente, non si prova amore, solamente in casi rarissimi.
Roberto M.
Cos’è per me l’amore? Io lo vedo come la cosa principale della vita. L’amore dà il giusto sapore alla vita. E’ felicità, gioia, tutto. Nella poesia Dante dice che la donna conquista non solo per la bellezza, ma anche per la gentilezza. Per me è giusto che sia così. La ragazza o il ragazzo che sia nei miei interessi deve avere un ottimo carattere; per innamorarsi ci deve essere intesa tra i due, gentilezza, dolcezza; divertimento ma anche ansia, tristezza, malinconia. L’attrazione è un fattore psicologico: la mente ci spinge ad amare chi pensa come noi, per questo cerchiamo l’anima gemella. Deve essere caratterialmente molto simile a noi.Il rapporto fisico deve essere l’applicazione dell’amore che si prova.Non si può parlare d’amore con toni bruti e bruschi. Ci vuole dolcezza. L’amore è fatto di similitudini perché un semplice “ti amo” non basta, ci vuole ben altro. Paragono l’amore a tutto ciò che è bello. L’amore è una leggera iniezione di dolce cioccolato bianco nelle vene, una striscia di lieve zucchero a velo sniffato. L’amore è fortemente dolce, l’amore crea dipendenza come una droga, è anche una droga, ma non si muore mai per abuso di amore. Viviamo d’amore, per lo meno io .
Marco P.
Per me l’amore è un sentimento che si prova per una ragazza che si ama veramente e non solo per la bellezza estetica e per il contatto fisico. Secondo me bisogna anche guardare la bellezza interiore della ragazza, come per esempio la sua gentilezza. La gentilezza è una cosa astratta che si sente, si capisce, quando una persona fa un bel gesto verso un’altra. Nell’amore si provano anche l’ansia e la paura, perché non sempre tutto va bene, ma molte volte per una semplice litigata si può anche rischiare di perdere la persona che si ama. Si può provare ansia e paura anche prima di iniziare un rapporto sociale, prima di incontrare una ragazza: non si sa se lei accetta te per la tua bellezza, gentilezza, ecc…Nell’amore c’è anche il sentirsi migliori: quando stai con la ragazza che ami veramente, questo ti fa sentire importante, orgoglioso e migliore.
Daniele M.
Mattia S.
Alberto E.
A differenza di come la vedevano gli Stilnovisti , attualmente la donna è vista sotto diverse ottiche: nell'ambito della giovinezza raramente si parla di amore; la parola amore, l'innamorarsi, è considerato con troppa superficialità. Credo che la maggior parte dei ragazzi della mia età pensi solo al fattore fisico del rapporto con la donna e che cerchino di arrivare ad un solo obiettivo cioè al rapporto sessuale. A questo proposito tutti questi ragazzi non hanno idea della differenza tra consumare il rapporto sessuale di per sè o farlo con amore: l'amore vero è provato da pochissime persone, mentre la massa dei ragazzi la pensa in maniera totalmente diversa. In ogni caso anche l'amore di queste poche persone è molto diverso da quello degli Stilnovisti, che è totalmente scomparso. Per esempio io credo che oggi una persona che mostra dolcezza e umiltà sia oggetto di presa in giro da parte della massa.
Mattia S.
La bellezza è soggettiva, se non in alcune donne di spettacolo che sono belle agli occhi di tutti. La donna Bella per me, oltre che fisicamente, è quella che è semplice, onesta, intelligente e rispettosa, caratteristiche che non in tutte le si può trovare. Quando ti innamori di lei, la metti al di sopra di tutto, perchè puoi condividere tutto con lei e puoi fidarti. E' una sensazione di totale benessere e di tranquillità, ma allo stesso tempo anche di paura in quanto io tengo a lei e temo che il rapporto ottimo con lei possa un giorno finire; e di ansia quando per esempio è in giro di notte o è in viaggio in macchina. Tutto questo è bello perchè aiuta a migliorare te stesso e capire perchè i tuoi genitori si preoccupano facilmente e sono in ansia per te.E' lo stesso motivo: loro amano me, ci tengono, così come io mi preoccupo per lei. L'amore ti aiuta ad essere più maturo anche quando a volte saltano fuori degli argomenti in cui c'è un confronto diretto e magari ti capita di cambiare idea su qualcosa.
Sundhar M.
Dante in questa poesia descrive la figura della donna come una figura ultraterrena che riesce a far soffermare tutti nel momento in cui passa.Secondo me la donna deve essere ammirata come quella descritta nella poesia di Dante, deve essere di bell'aspetto ma deve anche avere un comportamento "femminile". Ultimamente la donna è vista troppo spesso come un oggetto da sfruttare.
Alberto E.
Antonello S.Nel mondo di oggi l'uomo non considera sempre la donna per la sua bellezza interiore, ma solo per l'aspetto esteriore. Ma in una donna non si dovrebbe guardare solo la bellezza fisica. La gentilezza secondo me è presente in ogni donna.La paura è un sentimento molto legato all'amore perchè l'uomo ha paura di sbagliare, di non essere adeguato: infatti molte persone quando si innamorano decidono di cambiare, di migliorarsi. L'uomo ha paura di perdere la donna che ama. Dante nella poesia descrive la donna come una creatura perfetta e quando tutti la guardano lui non si ingelosisce; invece nel mondo di oggi l'uomo si sarebbe alterato e non sarebbe stato felice come Dante. Il concetto di amore al giorno d'oggi è cambiato, per la maggior parte delle persone è solo un amore fisico.
La bellezza è una cosa che un uomo o una donna trova nel suo compagno anche se non è bello fuori. La bellezza esteriore invece può essere trovata da tutti. La gentilezza è una cosa astratta che ci arriva dai comportamenti corretti, nei nostri confronti, assunti da chi definiamo gentile.L'ansia è la paura di qualcosa, la paura di ciò che può accaderci e può mandarci in crisi, come perdere l'amore o un amico caro.
Emilio T.
Ormai la donna non è più vista come nel 1200, ma viene vista semplicemente come un essere umano di cui si valorizza sia l’aspetto fisico sia il carattere. Dante vede la donna come una figura angelica e ne valorizza solo il carattere spirituale senza utilizzare nessuna descrizione fisica, invece nei nostri giorni la donna viene notata soprattutto nel suo aspetto esteriore …In questa poesia Dante non usa il verbo “pare” come “sembrare”, ma lo intende come “essere”, e ripete una serie di parole chiave che fanno capire meglio l’essenza della donna. Dante parla del miracolo divino che Dio ha fatto mandando sulla terra un angelo come Beatrice, che non solo lui considerava così, ma tutti quelli che la vedevano e che rimanevano a bocca aperta nell’ammirarla.Dante prova un sentimento di amore così grande verso la donna che provoca in lui un’ansia, una paura che ancora oggi si ha quando si è innamorati, anche se tutti nello stesso tempo sanno che l’amore in realtà è la cosa più bella del mondo … L’amore anche ai nostri tempi fa questo effetto e porta agli stessi sentimenti che Dante descrive, porta anche delle paure, magari perché non ci si fida ciecamente e quindi subentra la gelosia, ma l’amore anche oggi aiuta a migliorarsi, confrontandosi con la persona che si ama e risolvendo insieme i problemi della nostra età.
Piero P.
Beatrice appare come una donna stupenda, una bellezza divina, gentile e umile. Praticamente perfetta. Dante dice che Beatrice lo aiuta a star meglio ed è un miracolo sceso dal cielo. Con questo paragone, descrivendola come un angelo, trasmette a chi legge e fa capire quanto l’amava, che per lui l’amore era una cosa fondamentale per andare avanti. Si capisce che Dante aveva dentro di sé un fuoco d’amore e che amava la sua donna veramente tanto che la considera unica e speciale tra tutti e tutte.
Anche io mi rispecchio in tutto ciò, perché quando si ama veramente una donna ci si sente bruciare dentro, si sente di stare bene, la si vede veramente come un dono di Dio, la si considera unica e bellissima e ci si sente veramente fortunati.
Nel sonetto, Dante parla anche di alcuni aspetti religiosi, in quanto concilia l’amore terreno con quello divino e vede Beatrice quasi come Dio. Questo amore di Dante per Beatrice non è normale, perché lui sa che della bellezza di Beatrice tutti si innamorano e lui di questo non è geloso ma anzi ne va fiero perché lo rende ancora più sicuro della bellezza e della perfezione della sua tanto amata Beatrice.
Albino M.
Secondo me questa poesia è una delle più belle perché fa capire alle persone quanto è forte l’amore di un uomo (Dante) per una donna (Beatrice). Lo spettacolo di questa poesia è offerto da questa apparizione celeste. E' la nobiltà, l’umiltà della donna che suscitano l’amore. L’amore per Beatrice altro non è che un mezzo per l’elevazione spirituale.
Simone M.
La donna ormai non è più vista come la vedeva Dante ma viene vista come un essere umano, mentre Dante la vedeva come una figura angelica. Adesso le donne, soprattutto quelle giovani, vengono trattate come oggetti, vengono fatte prostituire. Invece secondo la visione di Dante la donna era un miracolo venuto dal cielo e bisognava adorarla. Prima la donna veniva adorata non solo per la bellezza ma anche per il carattere, però le ragazze di adesso non hanno più pudore e pensano solo al rapporto fisico senza amore.
Antonio P.
Dante paragona la donna ad un angelo, che prova l’esistenza divina. E’ come un miracolo in terra. Quindi Dante connette l’amore terreno con quello divino. Dante era entusiasta del fatto che Beatrice fosse molto bella e non era geloso qundo tutti la guardavano stupiti della sua bellezza, ma invece era contento perchè considerava Beatrice la donna più bella del mondo. Così vuole fare capire il suo amore per Beatrice.Al giorno d’oggi ci si può innamorare provando diverse sensazioni come: paura di perdere la propria donna, ansia quando non si è insieme, ma anche sentirsi migliori quando l’amore è corrisposto. Ci sono momenti belli ma anche momenti in cui c'è più ansia e insicurezza e perciò, ad esempio quando si viene lasciati dalla propria donna, si prova tristezza, angoscia, dolore.
Gabriele F.
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